The Hub
Quando si entra al numero 8 di via Paolo Sarpi è facile perdere le coordinate geografiche: si può essere nello stesso tempo a Stoccolma, Berlino, Amsterdam come a San Paolo o a Mumbay. Perché in questo luogo situato nel cuore del quartiere cinese, a Milano, non ci sono barriere fisiche né simboliche e tutto parla di innovazione, internazionalità e condivisione.
La filosofia che anima il primo The Hub italiano, l’incubatore di progetti inaugurato all’inizio dell’anno, si può racchiudere in questa frase: dare SPAZIO alle PERSONE che hanno IDEE, come conferma Alberto Masetti Zannini, uno dei tre soci fondatori (ma loro preferiscono definirsi “hosts” perché – dicono – “esattamente come gli osti mesciamo il vino per il cervello”) insieme a Nicolò Borghi e a Federica Scaringella. “Il nostro obiettivo è ambizioso e complesso ma possibile: promuovere l’imprenditoria sociale, ovvero quella zona grigia che sta fra il profit e no profit, i cui tratti distintivi sono la sostenibilità, l’innovazione, la contaminazione fra saperi e settori”.
Certo, per diventare membri di questo rivoluzionario circolo creativo non basta avere un’idea qualunque: serve un progetto che produca benessere sociale, nuovi servizi e valore diffuso, con un’etica di fondo che non miri esclusivamente al profitto. A questa idea iniziale The Hub aggiunge un valore incrementale: lo scambio e l’interconnessione tra conoscenze e talenti, un team di facilitatori, il know-how per reperire capitali finanziari.
Insomma, non solo un luogo fisico che offre postazioni di lavoro in un habitat d’ispirazione (lo spazio, che da solo vale la visita, è stato concepito da Controprogetto e arredato con materiali di recupero e scarti di lavorazione rigenerati e ricomposti) ma anche e soprattutto un terreno fertile per avere accesso a conoscenze, esperienze, opportunità di mercato, talento interdisciplinare e capitale finanziario, che sono normalmente preclusi agli innovatori sociali.
Il primo Hub è nato a Londra poco più di 4 anni fa e si è diffuso in 20 città del mondo, su 5 continenti. Oggi il network conta oltre 5.000 membri che hanno sviluppato migliaia di progetti per un mondo migliore. L’esperienza milanese mantiene, com’è nella filosofia del progetto inziale, forti legami con il territorio e con le eccellenze locali (moda, design, comunicazione e finanza), così come i prossimi Hub in fase di apertura (uno a Roma, l’altro a Rovereto) privilegeranno le peculiarità del contesto: media e comunicazione nella capitale, sostenibilità ambientale e cultura a Rovereto.
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