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	<title>The Renaissance Link &#187; Persone</title>
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	<description>The Renaissance Link blog</description>
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		<title>Antonio Frattini</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla formazione umanistica in Scienze Politiche entra nell&#8217;azienda di famiglia RAF concentrandosi sulle attività di marketing.
Dopo aver seguito personalmente commesse di clienti altamente design-oriented, si appassiona all&#8217;argomento e nel 2008 decide di fondare la Antonio Frattini e intraprendere la sua personale avventura imprenditoriale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1277" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/M-03_mg_2705.jpg" alt="M-03_mg_2705" width="100" height="100" />Grazie alla formazione umanistica in Scienze Politiche entra nell&#8217;azienda di famiglia RAF concentrandosi sulle attività di marketing.<br />
Dopo aver seguito personalmente commesse di clienti altamente design-oriented, si appassiona all&#8217;argomento e nel 2008 decide di fondare la Antonio Frattini e intraprendere la sua personale avventura imprenditoriale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Serenella Sferza</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 07:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Pregi e difetti del nostro Paese visti con gli occhi di un'italiana a Boston.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del nostro Paese apprezza particolarmente il Trentino e l’Alto Adige (“perché lì ci sono interlocutori affidabili”), anche se considera tutta l’Italia un luogo “attraente” sotto molti aspetti; di Milano, città dove è nata, ricorda con particolare affetto gli anni passati alla Statale, dove si è laureata, e il cuore della zona vecchia. E poi c’è naturalmente il Mit e il suo impegno nella creazione di un doppio flusso di “cervelli” fra il nostro Paese e gli Stati Uniti.<br />
Serenella Sferza,<em> </em>co-direttore del Mit-Italy Program, e lecturer al dipartimento di scienze politiche del Massachusetts Institute of Technology, parla del suo lavoro di “ponte” fra talenti nostrani e americani e di come, nonostante viva all’estero da più di vent’anni, si senta ancora una milanese doc.</p>
<p><strong>Dottoressa Sferza, il </strong><img class="alignleft size-full  wp-image-1235" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/photo-sferza.jpg" alt="photo-sferza" width="208" height="224" /><strong>motto del Mit “mens et manus” rimanda all’operosità della bottega rinascimentale: è così?<br />
</strong>In effetti sì: quello che si cerca di trasmettere ai nostri studenti è soprattutto una formazione che li educhi all’applicazione pratica delle competenze. E l’operosità e la spinta a cimentarsi in sfide sempre nuove è una caratteristica fondamentale di chi arriva al Mit.<strong> </strong>Attualmente stiamo lavorando per attaccare al motto tradizionale anche la parola &#8220;mundus&#8221;, vale a dire che vorremmo mandare di più i nostri studenti in giro per gli altri paesi del mondo.</p>
<p><strong>Lei è co-direttore, insieme a Carlo Ratti, del Mit Italy Program, ci descrive in che cosa consiste il suo lavoro?<br />
</strong>Fondamentalmente è un lavoro di ponte fra i due Paesi, che ha come obiettivo portare quello che c’è di meglio al Mit in Italia e viceversa<strong>. </strong>Negli ultimi anni abbiamo avviato diverse collaborazioni con svariati esponenti dell’eccellenza italiana nel settore della ricerca accademica,­ come il Politecnico di Milano e il Politecnico Torino,­ ma anche dell’impresa­ (Ferrari ed Enel), della gestione territoriale­ (Trentino Sviluppo)­ e dell’innovazione ­(Agenzia Innovazione). Uno degli ultimi esperimenti che abbiamo fatto è stato mandare alcuni studenti del Mit a tenere delle lezioni, in inglese ovviamente, nei licei italiani. Lo scambio ha funzionato bene e abbiamo in programma di ripeterlo, perché è importantissimo mettere nuova linfa nel sistema di istruzione italiano, ancora troppo tradizionalista e rinchiuso in se stesso.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>A proposito, di recente è uscito un articolo sul <em>Corriere della Sera</em> dal tit</strong><strong>olo “Perché il merito da noi non vince”, in cui si imputava il fallimento della meritocrazia alla nostra tradizione accademica, troppo elitaria e talvolta scadente, e a que</strong><strong>l  “familismo” che sconfina spesso nel baronato. Che cosa ne pensa?<br />
</strong>Beh, vivendolo in prima persona tutti i giorni posso dire che il sistema americano, per come è concepito, offre maggiori opportunità ai giovani, anche stranieri, poiché punta maggiormente sul valore della persona e sulle sue capacità. In Italia, invece, esiste ancora quel sistema clientelistico e<strong> </strong>gerontocratico che uccide la meritocrazia e frena la creatività e l’innovazione. Detto questo, però, gli studenti italiani che vengono a fare ricerca al Mit sono molto preparati, a riprova che il sistema di istruzione è molto valido, sebbene tenda ancora a valorizzare la teoria sulla pratica, la mens sulla manus.</p>
<p><strong>Lei che ci guarda da lontano, ma con occhi in parte ancora italiani, quali ostacoli vede all’innovazione, allo sviluppo e a un nuovo Rinascimentoo? E quali, invece, gli elementi su cui bisognerebbe puntare?</strong><br />
Ci sono alcuni ostacoli oggettivi, come la mancanza di tecnologia avanzata e di servizi. Inoltre, se si escludono poche grandi aziende, come Barilla, Luxottica, Ferrero, Enel, Eni, Fiat, Finmeccanica e Techint, c’è una scarsa presenza di altre realtà italiane sulla scena internazionale. Quindi bisognerebbe spingere maggiormente  le piccole e medie aziende ad allargare lo sguardo e a sperimentare un raggio di azione molto più internazionalizzato. D’altra parte, esistono esempi di eccellenza e di coraggio in Italia: penso alla scuola superiore di Catania, all’ospedale oncologico di Cagliari, il primo ad aver applicato la crioterapia per l’asportazione dei tumori, all’azienda di Brunello Cucinelli con il suo straordinario lavoro di recupero ambientale a Solomeo e anche alle tante aziende che gravitano intorno a Renaissance Link, con le quali ci piacerebbe aprire un interscambio proficuo.</p>
<p><strong>Quindi il coraggio non manca&#8230;</strong><br />
Non manca ma non ce n’è abbastanza: molte aziende italiane sono poco disposte a rischiare portando all&#8217;interno delle loro strutture menti straniere; dall&#8217;altra c&#8217;è ancora una scarsa informazione sulle enormi possibilità che questi scambi tra “cervelli” possono offrire. Allora, per dirla con le parole dell’economista Lester Thurow, particolarmente condivise da chi opera al Mit, meglio darsi la possibilità di “cadere in avanti” che rimanere saldi ma fermi.</p>
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		<title>Raffaella Guidobono</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Curatore indipendente e art/design advisor, ha fatto del nomadismo il suo stile di vita e della “non linearità” una scelta creativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro che sfoglia quasi ogni giorno da due mesi è “The Interrogative Mood” di Padget Powell: 164 irresistibili pagine piene soltanto di domande. “Perché” – dice –“le domande sono necessarie per evolvere, come il confronto”.<br />
Le piacciono le <strong>città scomode ma necessarie</strong> come Palermo, Istanbul, Venezia, Bogotà, Mumbai, Città del Messico. E quest’anno ha in programma di andare a vedere che cosa succede a Seoul e a Florianopolis per soddisfare la sua <strong>ambizione di ubiquità</strong>.<br />
Curatrice di diverse mostre, ha ideato il progetto itinerante <em>Detour</em> per Moleskine: artisti di tutto il mondo sono chiamati a lasciare sul famoso taccuino la loro traccia e la loro visione del presente e del futuro.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1190" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/06/Raffaella-Guidobono-_-AKA-.jpg" alt="Raffaella Guidobono _ AKA" width="173" height="125" /></strong></p>
<p><strong>Da dove trae l’ispirazione per il suo lavoro?</strong><br />
A parte i siti cult Core77 e di recente Design Observer, il blog di Tavi Gevinson e BoF di Imran Amed, potenzialmente da tutto: colgo segnali dal cinema, il teatro, la moda per strada e la gente che aspetta in aeroporto. Si capiscono molte cose osservando chi sta per intraprendere un viaggio&#8230;</p>
<p><strong>A proposito di viaggio, la</strong><strong> </strong><strong>prossima tappa di Detour, il progetto itinerante che ha ideato per Moleskine, riguarda Venezia, e sarà presentato come evento collaterale alla Biennale 20</strong><strong>10. Ce ne racconta lo spirito?</strong><br />
I taccuini sono un modo per fissare la memoria, sottraendola all’accelerazione cui siamo sottoposti. Ma anche un esercizio di stile e un contenitore di idee, talvolta visionarie. Così è successo per “Detour/Mapping Contemporary Venice”, che sarà presentata il prossimo 25 agosto.  Una selezione di 10 architetti, un artista, un antropologo e un designer sono stati invitati a delineare un passaggio concettuale verso i possibili futuri di Venezia, incoraggiando un confronto tra sviluppo economico e innovazione sostenibile. Accanto a JDS, Aranda/Lasch, Giuseppe Amato, 5+1AAA ho selezionato borsisti, dottorandi in design per tracciare percorsi multimediali e un’idea di presente tra molteplici destini di Venezia. Il senso complessivo del progetto sta nel progresso attuale dei saperi e della tecnologia, in una sorta di prospettiva neo-umanistica ma proiettata nel futuro.</p>
<p><strong>Qual è la chiave per coltivare la bellezza e il talento?</strong><br />
Scegliere di intraprendere percorsi non lineari e coltivare il gusto per la trasversalità: per esempio, nell’ambito del progetto <em>Nautoscopio</em> per la città di Palermo, abbiamo lanciato un web tv transdisciplinare con interviste a personaggi siciliani e in transito dalla Sicilia, che contiene video di surf, skate, snow mescolati a lezioni di cucina siciliana. Io amo la trasversalità, infatti non mi perdo i momenti di innovazione interdisciplinare, primo fra tutti <em>Meet The Media Guru</em> di Maria Grazia Mattei, <em>7thfloor</em> di Andrea Genovese e <em>Frontier of Interaction</em> di Gianfranco Chicco.</p>
<p><strong>Un negozio da non perdere?</strong><br />
La città dei libri usati Hay-on-Wye in Galles ma anche Shakespeare&amp;Co. a Parigi.<strong></strong></p>
<p><strong>Un film che non si può non vedere?</strong><br />
<em>Scandalo a Filadelfia</em>. Lo trovo di una modernità assoluta, visto attraverso l’occhio raffinato di un regista come George Cukor, che non manca di inserire un<strong></strong>a sottile nota di cinismo dietro l’eccentricità delle classi<strong></strong> alto-borghesi degli anni ‘40.</p>
<p><strong>Un libro? Anche un paio&#8230;</strong><br />
<em>L&#8217;uomo artigiano</em> di Richard Sennet e l&#8217;ultimo dell&#8217;indiano Altaf  Tyrewala <em>Nessun dio in vista</em>.</p>
<p><strong>Anche la musica è una straordinaria fucina di ispirazione. Ci segnala qualcosa che l’ha colpita?</strong><br />
La band che più mi ha sorpreso alla riapertura del Teatro Garibaldi per il 150° anniversario si chiama In-stabile Dis/accordo, con musicisti strepitosi tra cui Gianni Gebbia. E poi adoro i documentari “World Music&#8221; di Angeliki Aristomenopoulou che spazia dal Rajastan alla scena musicale contemporanea di Istanbul alla samba, a Kreuzberg con la scena hip-hop degli immigrati turchi in Germania.</p>
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		<title>Domenico Guzzini</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato a Recanati il 20 giugno 1959.
Da sempre attento conoscitore delle problematiche del design in ogni sua forma, applica la sua sensibilità e il suo gusto nella gestione dell’innovazione di prodotto e di tutte le leve di marketing inerenti, anche forte del suo background culturale (è laureato in Economia e Commercio con master ISTAO). Tale sensibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1172" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/06/M-20_MG_70421.jpg" alt="M-20_MG_7042" width="100" height="100" />Nato a Recanati il 20 giugno 1959.<br />
Da sempre attento conoscitore delle problematiche del design in ogni sua forma, applica la sua sensibilità e il suo gusto nella gestione dell’innovazione di prodotto e di tutte le leve di marketing inerenti, anche forte del suo background culturale (è laureato in Economia e Commercio con master ISTAO). Tale sensibilità è abbinata a una profonda conoscenza delle questioni tecnico-produttive sviluppata grazie alla sua precedente esperienza aziendale come Coordinatore Area Sviluppo Prodotto.<br />
Presidente con delega nel settore marketing-prodotto, relazioni esterne finalizzate allo sviluppo del business aziendale.<br />
Conserva ad interim la funzione di Direttore Marketing.<br />
Attualmente ricopre anche le cariche di:<br />
•	Consigliere di amministrazione nella FIMAG S.p.A. Finanziaria del Gruppo Guzzini<br />
•	Consigliere di amministrazione nella Teuco Guzzini S.p.A.</p>
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		<title>Roberto Bonzio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Italiani di Frontiera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Narratore eccellente, capace di tenere incollata una platea per oltre un’ora, mentre nel video alle sue spalle scorrono le immagini di quegli italiani (da Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of America, a Federico Faggin, padre del microchip) che hanno superato la “frontiera”, non solo geografica, per stabilirsi oltreoceano e cambiare il corso della storia con le loro straordinarie intuizioni.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1124" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/06/small_bonzio_foto.jpeg" alt="small_bonzio_foto" width="210" height="257" />Lui è Roberto Bonzio, giornalista Reuters, che un paio di anni fa ha imbarcato tutta la famiglia (moglie e due figli poco più che adolescenti) su un aereo con destinazione San Francisco, per passare sei mesi nella Silicon Valley. Lì, nel cuore dell’hi-tech, ha raccolto le testimonianze di una trentina di italiani straordinari (interviste ma non solo: filmati, incontri, cene, amicizie&#8230;) che hanno portato il loro geniale contributo all’innovazione. Ne è nato “Italiani di Frontiera” (IdF), un progetto multimediale che presto diventerà anche un libro e una web tv.<br />
Funziona il racconto personalizzato. Funzionano le storie che fanno capire i segreti di Silicon Valley, le sue radici nella controcultura californiana e nella corsa all’Oro, i segreti del talento made in Italy. Ma anche i meccanismi culturali che sviliscono e mortificano quello stesso talento in patria.<br />
IdF è la storia di un sogno, quello di Roberto Bonzio, realizzato con ostinazione. Anche lui è un italiano di frontiera, in patria però, come lo sono molti altri italiani che ogni giorno si muovono su quella linea di confine abitata da idee innovative e da progetti possibili.</p>
<p>*Clicca<a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank"> qui</a> per saperne di più</p>
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		<title>Renata Borgato</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 13:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Adottare una strategia d’impresa neo-rinascimentale significa ri-dare valore a ogni signolo lavoratore, investendo sulla qualità della persona, sul suo saper fare, sulla sua insostituibilità, nonché sulla sua motivazione e affezione all’azienda”. Con queste parole Renata Borgato, esperta in formazione aziendale da oltre vent&#8217;anni, spiega l’importanza di investire su un percorso formativo che aiuti le imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-1111 aligncenter" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/06/formazione-ambiente.jpg" alt="Celebration" width="287" height="287" /></p>
<p>&#8220;Adottare una strategia d’impresa neo-rinascimentale significa <strong>ri-dare valore</strong> a ogni signolo lavoratore, investendo sulla qualità della persona, sul suo saper fare, sulla sua insostituibilità, nonché sulla sua motivazione e affezione all’azienda”. Con queste parole Renata Borgato, esperta in formazione aziendale da oltre vent&#8217;anni, spiega l’importanza di investire su un percorso formativo che aiuti le imprese a gestire efficacemente il cambiamento e a generare innovazione, mettendo in circolo le idee-chiave secondo quel meccanismo, qui in accezione virtuosa, del “<strong>cr</strong><strong>eare contagio</strong>”.</p>
<p>&#8220;In Italia esistono già alcune aziende rinascimentali – poche a dire il vero – che hanno messo al centro l’interesse per la persona e il patto con il territorio. Ma si è trattato per lo più di un’operazione intuitiva, non pianificata strategicamente. E se, da un lato, ciò dimostra che la scintilla rinascimentale è strettamente innervata nella nostra cultura, dall’altro impone un ripensamento organizzato e integrato del sistema-impresa, in cui i differenti attori interagiscano come nodi in una rete di innovatori. Si tratta, in definitiva, di promuovere un nuovo patto<strong> </strong>tra azienda e quanti in essa operano, che preveda continuità di rapporto, investimenti di lungo respiro anche sulle persone, valorizzazione delle competenze e delle relazioni. In questo orizzonte di senso, l’idea di promuovere un <strong>Nuovo Rinascimento </strong>non costituisce un’operazione puramente cosmetica, ma una proposta concreta, basata su una tradizione solida ancora rintracciabile nel Dna di ciascuno&#8221;.</p>
<p>Il seguente percorso formativo costituisce un modello  sperimentale realizzato da ISFOR di Brescia con il finanziamento di Fondimpresa. La progettazione, che può essere adattata e contestualizzata, è stata curata da Renata Borgato e attuata con la collaborazione di Giovanni Lanzone, Francesco Morace e di Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano.</p>
<p><em>Parte seminariale</em></p>
<ol>
<li>Che      cosa si intende per Nuovo Rinascimento. Perché è possibile parlarne oggi.</li>
<li>Elementi      di continuità tra il Rinascimento e il Nuovo Rinascimento.</li>
<li>Perché      pensare in chiave rinascimentale è un interesse della società.</li>
<li>Perché      pensare in chiave rinascimentale è un interesse d’impresa.</li>
<li>Perché      pensare in chiave rinascimentale è un interesse di donne e uomini.</li>
<li>La      funzione della formazione nella realizzazione di un progetto      rinascimentale.</li>
<li>Donne      e uomini del Rinascimento: tratti distintivi e contestualizzazione.</li>
<li>Caratteristiche      rinascimentali in un’impresa di oggi.</li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<p><em>Parte formativa</em></p>
<ol>
<li>Quale      leadership per un Nuovo Rinascimento (esercizio: i leader del Rinascimento      erano … come si declinano oggi queste leadership?)</li>
<li>Caratteristiche      dell’uomo del Nuovo Rinascimento.</li>
<li>Quale      formazione contribuisce a creare l’uomo del Nuovo Rinascimento?      Presentazione dei metodi più adatti all’obiettivo.</li>
<li>Condivisione      degli strumenti (imparo a sceglierli).</li>
<li>Il senso del training on the job.</li>
</ol>
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		</item>
		<item>
		<title>Federico Marchetti</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/16/federico-marchetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 18:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondatore yoox]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1084" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/04/M-19_MG_2328.jpg" alt="M-19_MG_2328" width="100" height="100" />Nato a Ravenna nel 1969, Federico Marchetti ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università Bocconi di Milano e un MBA presso la Columbia University.<br />
Dopo aver terminato i suoi studi, ha intrapreso un percorso nel mondo corporate, lavorando come consulente strategico per numerosi dirigenti e designer dell’industria della moda sia in Italia che in USA.<br />
Durante questi anni che si sono rivelati essere un’esperienza formativa d’altissimo valore, ha sempre sentito il bisogno di creare qualcosa di proprio per poter realizzare il suo principale obiettivo professionale: diventare imprenditore. Nel 2000 fonda YOOX, sintesi perfetta tra la sua visione d’affari e la passione per la moda e il design.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Barbara Santoro</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/13/barbara-santoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Presidente del gruppo Shenker]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1041" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/04/M-20_MG_7446.jpg" alt="M-20_MG_7446" width="100" height="100" />Barbara i trasferisce a sette anni in Canada. Si diploma in canto e pianoforte, lavora  in una radio locale e vince concorsi nazionali. Una borsa di studio la riporta in Italia dove stringe un sodalizio artistico con la pianista Loredana Franceschini, la vedova di Giorgio Shenker.</p>
<p>Complice un momento di riflessione artistica, si avvicina al mondo dell’insegnamento delle lingue e quando la vedova Shenker le propone l’acquisto delle quote, inizia la fase imprenditoriale di Barbara, che nel frattempo si è diplomata in canto al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.</p>
<p>Oggi è presidente di un Gruppo che conta 40 sedi e 440 addetti e che, malgrado la crisi, ha aperto una sede a Londra e guarda con fiducia ai mercati internazionali.</p>
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		<title>Fabio Rosciglione</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ attualmente responsabile marketing e sales della società Moleskine srl.   Ne ha costruito il business model che ha portato al successo l’azienda che ha lanciato questo marchio nel 1997.
Dopo aver aperto il mercato in Europa e negli USA  è oggi maggiormente impegnato verso i mercati asiatici, in particolare Giappone Cina ed India. Il modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1002" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/03/fabio.jpg" alt="fabio" width="100" height="100" />E’ attualmente responsabile marketing e sales della società Moleskine srl.   Ne ha costruito il business model che ha portato al successo l’azienda che ha lanciato questo marchio nel 1997.<br />
Dopo aver aperto il mercato in Europa e negli USA  è oggi maggiormente impegnato verso i mercati asiatici, in particolare Giappone Cina ed India. Il modello proposto, che ha garantito una rapida crescita del business e del brand, è quello che vede l’implementazione delle strategie marketing generali attraverso la cooperazione ed integrazione con partner locali.<br />
In passato ha collaborato con  società italiane ed estere operanti nel mondo del design e della moda sia come manager interno alle aziende che come consulente.<br />
Ha portato la sua testimonianza professionale presso diverse organizzazioni ed  istituti tra cui nel 2009 e 2010 all’Università Bocconi nel corso di Marketing Management .<br />
La sua passione maggiore è la vela e le lunghe rotte. E’ stato promotore di iniziative ed associazioni che hanno sempre unito il viaggio e la navigazione alla conoscenza dei luoghi ed allo scambio tra le diverse culture.</p>
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		<title>Maria Sebregondi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>

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		<description><![CDATA[
È attualmente responsabile della brand equity della marca Moleskine e cura in particolare i progetti di sviluppo del brand nella costruzione di reti sociali off line e on line.
Ha svolto attività di libera professionista, come consulente di comunicazione strategica e di concept di prodotto, curando la marca Moleskine fin dalla sua nascita; ha collaborato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-999" style="margin: 4px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/03/maria.jpg" alt="maria" width="100" height="100" /></p>
<p>È attualmente responsabile della brand equity della marca Moleskine e cura in particolare i progetti di sviluppo del brand nella costruzione di reti sociali off line e on line.</p>
<p>Ha svolto attività di libera professionista, come consulente di comunicazione strategica e di concept di prodotto, curando la marca Moleskine fin dalla sua nascita; ha collaborato a diversi progetti formativi legati alla creatività e all’innovazione, rivolti a imprese e istituzioni.</p>
<p>Autrice di saggi socio-antropologici sulle mutazioni contemporanee e di numerosi articoli per quotidiani e riviste, con particolare attenzione ai nuovi linguaggi, ha lavorato con la scrittura in diverse aree: scrittura creativa, copywriting e comunicazione, saggistica e traduzione letteraria.</p>
<p>Ha insegnato presso università pubbliche e private (corsi di scrittura e comunicazione, di sociologia della moda e delle tendenze, di formazione per creativi). Membro di OPLEPO, Opificio di Letteratura Potenziale.</p>
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