<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Renaissance Link &#187; Progetti</title>
	<atom:link href="http://www.therenaissancelink.com/blog/category/ita/progetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.therenaissancelink.com</link>
	<description>The Renaissance Link blog</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 11:08:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il mondo visto dal 7° piano</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/28/il-mondo-visto-dal-7%c2%b0-piano/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/28/il-mondo-visto-dal-7%c2%b0-piano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 09:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1287</guid>
		<description><![CDATA[Storia di una rivista (gratuita) che ha cambiato il mondo (corporate).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’obiettivo è stato chiaro fin dalla prima uscita: immettere nell’ingessato mondo aziendale un flusso di novità creativo e detonante. Bastava leggere l’indice dei contenuti per rendersene conto: storie di uomini, di “<strong>free spirits at work</strong>”, che si muovono non solo in azienda ma anche fuori, che fanno pausa caffé, che viaggiano, che condividono passioni, esperienze, creatività. Che vivono, insomma, in un mondo che cambia grazie anche al loro contributo.</p>
<p>Il tutto accompagnato da un grafica ricca di citazioni vintage mescolate con elementi tecnologici e suggestioni contemporanee.</p>
<p>Con questo spirito è nato 7thFloor, il primo <strong>free press</strong> dedicato al mondo Corporate: “Dopo aver passato tanti anni a contatto con le aziende sentivo la necessità di un cambiamento di codici. Mi sono chiesto, ma è possibile che non ci possano essere elementi glamour, di innovazione, di design, di interculturalità in un ambiente così mutevole come è quello aziendale?”, ricorda il fondatore della rivista, Andrea Genovese, manager e imprenditore, con una lunga carriera nel mondo della comunicazione aziendale. “L’idea era buona, l’esperienza c’era, come pure la rete di collaboratori provenienti dai mondi più disparati &#8211; writer, sociologi, designer, referenti del mondo accademico e net-workers – e disposti a mettersi in gioco”.</p>
<p>Anche la scelta della<strong> </strong>formula gratuita (il giornale veniva distribuito direttamente in alcune aziende della grandi città) parlava di innovazione: “Un free press è un <strong>oggetto sociale</strong> che si muove: lo prendi, lo leggi e lo passi ad altri, oppure puoi portartelo a casa. Insomma, non è tuo, lo condividi e la condivisione di idee e saperi è uno dei punti cardini della filosofia di 7th Floor”.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/7thfloor.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1296" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/7thfloor-216x300.jpg" alt="7thfloor" width="216" height="300" /></a></p>
<p>Così è partita, nel 2007, l’avventura di 7th Floor, subito accolta con estremo interesse dal mondo della comunicazione. Si trattava infatti del <strong>primo e unico </strong><strong>magazine</strong> distribuito direttamente in ambiente Corporate e Business. I dati: in 2 anni di attività, 12 i numeri stampati, 20.000 le copie di tiratura. 1500 i  punti di distribuzione. In quest&#8217;arco di tempo il magazine ha raggiunto le scrivanie di 5.000 key manager, 15.000 talenti e innovatori.</p>
<p>Dopo qualche anno di pubblicazione, però, 7thFloor ha dovuto cedere alla non sostenibilità dei costi per un giornale che si reggeva soltanto sul coraggio delle idee e sulla raccolta pubblicitaria.</p>
<p>Ma la sua forza è andata ben oltre la semplice esistenza del prodotto editoriale, tanto è vero che l’eredità lasciata da 7thFloor è tuttora tangibile: oggi quel brand racchiude una <strong>corporate community</strong> che conta oltre 12.000 iscritti, un social network crossmediale che riunisce esperti del Web 2.0, sociologi e manager dell’innovazione, un esempio da seguire per chi ha voglia di sperimentare il nuovo.</p>
<p>E a sentire il “padre” di 7thFloor, Andrea Genovese, l’avventura non finisce qui, anzi: in autunno la rivista rinascerà, in altra forma, forse sotto altro nome, ma con la medesima vocazione. Quella di “dare voce al mondo che sta cambiando”&#8230;</p>
<p>Vai al <a href="http://www.7thfloor.it/" target="_blank">sito</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/28/il-mondo-visto-dal-7%c2%b0-piano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Dialogo con Antonio</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/15/il-dialogo-con-antonio/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/15/il-dialogo-con-antonio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1281</guid>
		<description><![CDATA[Con il nonno, Antonio condivide non solo il nome ma il coraggio di seguire il proprio sogno a prescindere dalla situazione, infatti entrambi iniziano da zero durante grandi crisi mondiali.
Inoltre la Antonio Frattini usa oggi gli edifici che furono casa e laboratorio del nonno: edifici importanti, come importante era il lavoro portato avanti all’interno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il nonno, Antonio condivide non solo il nome ma il coraggio di seguire il proprio sogno a prescindere dalla situazione, infatti entrambi iniziano da zero durante grandi crisi mondiali.<br />
Inoltre la Antonio Frattini usa oggi gli edifici che furono casa e laboratorio del nonno: edifici importanti, come importante era il lavoro portato avanti all’interno e tutto quello che si è riuscito a creare intorno ha sempre avuto la stessa impronta di grande qualità.<br />
La scelta consapevole di Antonio è stata quella di ricreare un ambiente di lavoro con la stessa qualità del passato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/15/il-dialogo-con-antonio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Hub</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/02/lo-spazio-del-business-etico/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/02/lo-spazio-del-business-etico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadiaaccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1215</guid>
		<description><![CDATA[Si occupa di promuovere l'imprenditoria sociale, con l'obiettivo di produrre benessere diffuso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si entra al numero 8 di via Paolo Sarpi è facile perdere le coordinate geografiche: si può essere nello stesso tempo a Stoccolma, Berlino, Amsterdam come a San Paolo o a Mumbay. Perché in questo luogo situato nel cuore del quartiere cinese, a Milano, non ci sono barriere fisiche né simboliche e tutto parla di innovazione, internazionalità e condivisione.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/salanuvole.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1216" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/07/salanuvole.png" alt="salanuvole" width="315" height="209" /></a></p>
<p>La filosofia che anima il primo <em>The Hub</em> italiano, l’incubatore di progetti inaugurato all&#8217;inizio dell&#8217;anno, si può racchiudere in questa frase: dare <strong>SPAZ</strong><strong>IO</strong> alle<strong> PERSONE</strong> che hanno <strong>IDEE</strong>, come conferma Alberto Masetti Zannini, uno dei tre soci fondatori (ma loro preferiscono definirsi “hosts” perché &#8211; dicono &#8211; &#8220;esattamente come gli osti mesciamo il vino per il cervello”) insieme a Nicolò Borghi e a Federica Scaringella. &#8220;Il nostro obiettivo è ambizioso e complesso ma possibile: promuovere l’imprenditoria sociale, ovvero quella zona grigia che sta fra il profit e no profit, i cui tratti distintivi sono la sostenibilità, l’innovazione, la contaminazione fra saperi e settori&#8221;.</p>
<p>Certo, per diventare membri di questo rivoluzionario <strong>circolo creativo</strong> non basta avere un’idea qualunque: serve un progetto che produca benessere sociale, nuovi servizi e valore diffuso, con un’etica di fondo che non miri esclusivamente al profitto. A questa idea iniziale <em>The Hub</em> aggiunge un valore incrementale: lo scambio e l’interconnessione tra conoscenze e talenti, un team di facilitatori, il know-how per reperire capitali finanziari.</p>
<p>Insomma, non solo un luogo fisico che offre postazioni di lavoro in un habitat d’ispirazione (lo spazio, che da solo vale la visita, è stato concepito da <em>Controprogetto</em> e arredato con materiali di recupero e scarti di lavorazione rigenerati e ricomposti) ma anche e soprattutto un <strong>terreno fertile</strong> per avere accesso a conoscenze, esperienze, opportunità di mercato, talento interdisciplinare e capitale finanziario, che sono normalmente preclusi agli innovatori sociali.</p>
<p>Il primo <em>Hub</em> è nato a Londra poco più di 4 anni fa e si è diffuso in 20 città del mondo, su 5 continenti. Oggi il network conta oltre 5.000 membri che hanno sviluppato migliaia di progetti per un mondo migliore. L’esperienza milanese mantiene, com’è nella filosofia del progetto inziale, forti <strong>legami con il territorio</strong> e con le eccellenze locali (moda, design, comunicazione e finanza), così come i prossimi <em>Hub</em> in fase di apertura (uno a Roma, l’altro a Rovereto) privilegeranno le peculiarità del contesto: media e comunicazione nella capitale, sostenibilità ambientale e cultura a Rovereto.</p>
<p>Maggiori informazioni sul <a href="http://milan.the-hub.net/public/" target="_blank">sito</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/07/02/lo-spazio-del-business-etico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Taccuino di Stefano Petrucci</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/30/il-taccuino-di-stefano-petrucci/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/30/il-taccuino-di-stefano-petrucci/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 07:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Giorgia Mauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1196</guid>
		<description><![CDATA[Uno straordinario diario artigianale che testimonia, nella forma e nei contenuti, l’essenza creativa del Mediterraneo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1203" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/06/taccuino_mediterraneo-web1-300x235.jpg" alt="taccuino_mediterraneo-web" width="210" height="165" />L’idea è nata di mercoledì, giorno della settimana dedicato al consueto “caffé con gli amici”: l’incontro con uno dei rarissimi maestri cartai, che utilizzano ancora la <strong>carta artigianale </strong>realizzata con metodi naturali, ha convinto Stefano Petrucci a dare finalmente vita al suo Taccuino. In realtà il progetto esisteva da tempo nella mente di questo 43enne pugliese: ex manager, ex editore, ex imprenditore, marito di Silvia e padre di Sara, che negli ultimi anni ha deciso di sposare un’esistenza più “lenta, autentica e sostenibile” impegnandosi nella valorizzazione del Sud con il suo manoscritto “Comunicare Mediterraneo”.</p>
<p>I contenuti esistevano già, mancava il mezzo e, come spiega lo stesso Petrucci, “è stata la parola che ha scelto il supporto”. Quindi, carta interamente ottenuta da piante mediterranee, colorata con pigmenti naturali locali (anche con la bauxite di Otranto) e con alcune inconfondibili essenze (ricavate con metodi del Settecento) che rendono lo scorrere delle pagine una stupefacente passeggiata negli odori della macchia mediterranea.</p>
<p>A metà strada fra un <strong>blog emotivo </strong>e un’opera d’arte, il Taccuino racchiude &#8211; alternando parole a stimoli tattili &#8211; l’essenza del Sud, con il suo andamento lento scolpito nei gesti e nei volti della gente, la ricchezza generata dal suo essere zona di confine, l’enorme giacimento di culture, tradizioni  e un profondo umanesimo da cui attingere per rilanciare un nuovo modo di comunicare.</p>
<p>A pochi giorni dalla sua nascita, il Taccuino è stato voluto alla Red 03 Gallery di Barcellona, per la mostra “Esaltamente” che si è tenuta dal 28 maggio al 10 giugno.</p>
<p>Il prossimo passo sarà quello di far incontrare tutti i possessori del Taccuino (50 copie uniche distribuite via internet), dove ciascuno contribuirà a riempire le pagine volutamente lasciate bianche dall&#8217;autore con idee e riflessioni, esposte attraverso differenti chiavi sensoriali (segni, colori, testi, superfici, odori). Un modo per condividere, incrociare, depositare le diverse visioni sul Mediterraneo, composite come l&#8217;anima stessa del Sud.</p>
<p>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=NTYM_nM-LGA&amp;feature=player_embedded#!" target="_blank">video</a> del Taccuino</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/30/il-taccuino-di-stefano-petrucci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Dialogo con Domenico</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/13/il-dialogo-con-domenico/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/13/il-dialogo-con-domenico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1157</guid>
		<description><![CDATA[Fin dall&#8217;avventura iniziale del patriarca, i Guzzini si dimostrano capaci praticanti di quella cultura del fare in famiglia o meglio, in casa, tipica dell&#8217;Italia industriale.
Sono i primi del &#8216;900 quando il nonno coltivatore nel tempo libero plasma il corno di bue in oggetti raffinati, fino ad abbandonare i campi per dedicarsi a tempo pieno alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dall&#8217;avventura iniziale del patriarca, i Guzzini si dimostrano capaci praticanti di quella cultura del fare in famiglia o meglio, in casa, tipica dell&#8217;Italia industriale.</p>
<p>Sono i primi del &#8216;900 quando il nonno coltivatore nel tempo libero plasma il corno di bue in oggetti raffinati, fino ad abbandonare i campi per dedicarsi a tempo pieno alla commercializzazione dei suoi manufatti.</p>
<p>Negli anni &#8216;60, ormai esperti produttori di oggetti in plastica, due dei fratelli provano nel sotto scala di casa, a trasformare ciotole da insalata in insoliti e coloratissimi paralumi, nasce così l&#8217;importante marchio di illuminotecnica iGuzzini.</p>
<p>Pochi anni dopo il fratello Virgilio, sempre nel dopo lavoro, cerca di creare dei grandi contenitori per l&#8217;acqua in termoformatura e dopo vari esperimenti, grazie al grande know-how intrinseco nella famiglia realizza la prima doccia tonda firmata Teuco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/06/13/il-dialogo-con-domenico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il dialogo con Federico</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/16/il-dialogo-con-federico/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/16/il-dialogo-con-federico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 18:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1050</guid>
		<description><![CDATA[Federico definisce Yoox un mosaico di idee, probabilmente un&#8217;influenza della grande cultura del mosaico di Ravenna.
Una combinazione tra la sua grande passione per il retail e l&#8217;opportunità rappresentata dal web.
Fin da ragazzo desidera diventare imprenditore di stesso e negli anni la sua passione per il commercio si esprime in diversi progetti di business sempre originali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Federico definisce Yoox un mosaico di idee, probabilmente un&#8217;influenza della grande cultura del mosaico di Ravenna.<br />
Una combinazione tra la sua grande passione per il retail e l&#8217;opportunità rappresentata dal web.<br />
Fin da ragazzo desidera diventare imprenditore di stesso e negli anni la sua passione per il commercio si esprime in diversi progetti di business sempre originali, come un fast-food di slow-food o la commercializzazione della mozzarella di gnu.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;opportunità rappresentata dai capitali di internet a completare il business plan di una piattaforma &#8220;partner globale di e-commerce per i principali nomi della moda&#8221;.</p>
<p>Federico riesce infatti a presentarsi come il primo interprete tra il mondo fashion, che storicamente parla di materiali e si esprime in negozi ed intermediari ed il mondo del web che sviluppa processi e si proietta verso l&#8217;utente finale.</p>
<p>Così nel 2000 nasce a Bologna Yoox, affrontando subito una folle sfida contro il tempo che gli permette però di sfuggire alla bolla di internet.</p>
<p>&#8220;Sono una persona molto fortunata!&#8221;dice Federico Marchetti</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/16/il-dialogo-con-federico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il dialogo con Barbara</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/13/il-dialogo-con-barbara/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/13/il-dialogo-con-barbara/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=1028</guid>
		<description><![CDATA[Una vita fatta di passioni, incontri e coincidenze, questo è quanto ci racconta Barbara.
Il primo maestro di canto in Canada le trasmette la passione per la musica liederistica, genere musicale che le permetterà anni dopo di creare un legame unico con Loredana Franceschini, vedova di Giorgio Shenker.
Ispirandosi ai programmi per bambini, con i quali era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una vita fatta di passioni, incontri e coincidenze, questo è quanto ci racconta Barbara.<br />
Il primo maestro di canto in Canada le trasmette la passione per la musica liederistica, genere musicale che le permetterà anni dopo di creare un legame unico con Loredana Franceschini, vedova di Giorgio Shenker.</p>
<p>Ispirandosi ai programmi per bambini, con i quali era cresciuta in Canada, studia un originale progetto editoriale di didattica per l&#8217;infanzia che la porta in DeAgostini, dove conosce l&#8217;amore della sua vita.</p>
<p>La sua grande passione per la musica ed il teatro, combinata con un&#8217;innato spirito imprenditoriale, le dà l&#8217;ispirazione per l&#8217;evento &#8220;Shakespeare &amp; Management&#8221; che segna la rinascita di Shenker nel mercato aziendale.</p>
<p>Così Barbara narra ogni ricordo, in musica, vero ed unico linguaggio universale capace di aprire e chiudere le porte del suo destino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/04/13/il-dialogo-con-barbara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dialogo con Maria e Fabio</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/19/dialogo-con-maria-e-fabio/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/19/dialogo-con-maria-e-fabio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=994</guid>
		<description><![CDATA[In un capitolo del suo libro &#8220;Le vie dei canti&#8221;  Chatwin racconta dei taccuini neri sui quali soleva prendere appunti e raccogliere le proprie idee; anche Maria Sebregondi utilizzava quotidianamente dei taccuini francesi con carta bianca e copertina di pelle nera, come  quelli dei grandi artisti.
Un prodotto molto personale ma di bassa qualità` [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un capitolo del suo libro &#8220;Le vie dei canti&#8221;  Chatwin racconta dei taccuini neri sui quali soleva prendere appunti e raccogliere le proprie idee; anche Maria Sebregondi utilizzava quotidianamente dei taccuini francesi con carta bianca e copertina di pelle nera, come  quelli dei grandi artisti.</p>
<p>Un prodotto molto personale ma di bassa qualità` e in via di estinzione.</p>
<p>Così si decise di riprodurre il taccuino migliorandone la manifattura, per ottenere un prodotto sofisticato che rispondesse alla tendenza del &#8220;nomade moderno&#8221; anticipando di anni la moda degli oggetti &#8220;storytelling&#8221;.</p>
<p>Un manufatto con una forte corrispondenza con gli oggetti nomadi tecnologici del momento, come i palmari e i cellulari;  un prodotto che rende esplicito il parallelismo esistente tra il tratto personale scritto e la riproducibilità` e velocità` dello scrivere digitale: due modi diversi ma coesistenti di scrivere la propria storia.</p>
<p>Questo taccuino nero con le pagine bianche porta con se la propria storia e tutte quelle ancora da raccontare, come da parole del presidente Lanzone &#8220;È un frammento di letteratura che diventa prodotto&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/19/dialogo-con-maria-e-fabio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Dialogo con Dionisio</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/08/il-dialogo-con-dionisio/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/08/il-dialogo-con-dionisio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=967</guid>
		<description><![CDATA[Ho ereditato la capacità di fare squadra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da responsabile marketing Dionisio afferma che entrare in nuovi mercati è difficile e dà una grande soddisfazione ma la conquista personale più grande è vedere la crescita professionale della squadra con cui ha iniziato.<br />
&#8220;Vedere che i miei area manager imparano, implementano e hanno successo mi dà una grande sicurezza!&#8221;</p>
<p>Quella che oggi chiama squadra è in realtà un gruppo allargato che comprende tutte le persone con i quali si confronta quotidianamente: gli agenti, gli operai, i distributori, gli impiegati, tutte persone con le quali ha costruito negli anni una forte relazione umana.</p>
<p>Coltivare relazioni umane a tutti i livelli è uno dei più grandi insegnamenti del padre: &#8220;Ho ereditato la capacità di fare squadra&#8221;. E oggi il suo impegno per il futuro è di allargare ancora la platea di collaboratori/amici che rendono possibile un forte legame col territorio in cui si opera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/03/08/il-dialogo-con-dionisio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il dialogo con Francesco</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/01/05/il-dialogo-con-francesco/</link>
		<comments>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/01/05/il-dialogo-con-francesco/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.therenaissancelink.com/?p=924</guid>
		<description><![CDATA[Eccezionale gestione a 360° dei marchi in licenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni SINV ha sviluppato un&#8217;esperienza eccezionale nella gestione a 360° dei marchi in licenza, i grandi clienti li considerano più partner che fornitori.</p>
<p>Inoltre SINV ha sempre prediletto lo sviluppo di nuovi progetti, di startup da impostare e far crescere ed è questa direzione che oggi affascina di più Francesco Della Rovere, presidente dell&#8217;azienda.</p>
<p>Affiancare piccoli imprenditori con grandi visioni apportando la conoscenza industriale, la strategia e l&#8217;economia di scala ai progetti senza stravolgerne lo spirito.</p>
<p>L&#8217;idea è di investire sulle persone, non sui marchi, partecipare investendo più risorse che capitale, per crescere insieme scambiando idee e risorse.<br />
La soddisfazione più grande è vedere messa a frutto la fame di novità ed innovazione!</p>
<p>photo by Martino Lombezzi &#8211; Contrasto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/01/05/il-dialogo-con-francesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
