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	<title>The Renaissance Link &#187; Territori</title>
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	<description>The Renaissance Link blog</description>
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		<title>Il contesto di Antonio Frattini</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il team col quale affrontare questa nuova avventura, Antonio lo ha trovato lungo la sua strada negli ultimi 10 anni, per lo più hanno lavorato o collaborato con la RAF.
La Antonio Frattini è uno start-up vero e proprio, quindi oggi la squadra è ancora concentrata ad una persona per settore e così gestiscono il quotidiano.
In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il team col quale affrontare questa nuova avventura, Antonio lo ha trovato lungo la sua strada negli ultimi 10 anni, per lo più hanno lavorato o collaborato con la RAF.</p>
<p>La Antonio Frattini è uno start-up vero e proprio, quindi oggi la squadra è ancora concentrata ad una persona per settore e così gestiscono il quotidiano.<br />
In caso di grandi ordini le risorse umane si trovano a San Maurizio: è sempre il paese dei rubinetti!</p>
<p>Nell&#8217;odierna ricerca delle nuove figure per l&#8217;evoluzione aziendale, Antonio considera molto più importante la volontà di crescere costruendo insieme lo sviluppo aziendale, piuttosto che l&#8217;esperienza: &#8220;Se investissi su qualcuno già molto forte, probabilmente avrebbe anche una concezione un po&#8217; vecchia per la nostra realtà&#8221;</p>
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		<title>Il contesto di Guzzini</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle marche si trovano tante piccole aziende che fanno cose fantastiche!
L&#8217;indotto si sviluppa spesso da persone che si staccano dalla realtà Guzzini per avviare piccole produzioni di nicchia.
Nella storia dell&#8217;azienda, ogni volta che la tecnologia o i tempi hanno portato all&#8217;abbandono di un materiale di produzione, è accaduto che qualcuno scegliesse di continuare a far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle marche si trovano tante piccole aziende che fanno cose fantastiche!</p>
<p>L&#8217;indotto si sviluppa spesso da persone che si staccano dalla realtà Guzzini per avviare piccole produzioni di nicchia.</p>
<p>Nella storia dell&#8217;azienda, ogni volta che la tecnologia o i tempi hanno portato all&#8217;abbandono di un materiale di produzione, è accaduto che qualcuno scegliesse di continuare a far vivere quel know-how.</p>
<p>Anni fa è successo col capo della produzione che oggi ha la sua attività artigianale di oggetti di corno di altissima qualità, è successo anche per l&#8217;attività di colatura delle lastre in acrilico.</p>
<p>Si cerca di mettere in rete le realtà dello stesso territorio e di sostenere questi artigiani, ma non è facile poiché la mentalità delle aziende produttive varia a seconda della tecnologia di base.</p>
<p>Chi fa termoformatura ha una mentalità artigiana, mentre chi stampa ad iniezione ha una mentalità industriale perché tratta grandi lotti, con grandi investimenti ad un prezzo finale minore.</p>
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		<title>Il contesto di YOOX</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 18:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Federico dice di essere stato un romagnolo, lasciata Ravenna a 19 anni, ci fa realmente ritorno solo oggi, dopo la grande sfida della quotazione in borsa.
Come in un racconto da libro cuore ha risposto all&#8217;attrazione delle origini, di quella città che definisce esteticamente evoluta ma con un lato oscuro che spinge i giovani lontano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Federico dice di essere stato un romagnolo, lasciata Ravenna a 19 anni, ci fa realmente ritorno solo oggi, dopo la grande sfida della quotazione in borsa.<br />
Come in un racconto da libro cuore ha risposto all&#8217;attrazione delle origini, di quella città che definisce esteticamente evoluta ma con un lato oscuro che spinge i giovani lontano in cerca di successo.</p>
<p>Yoox è una realtà romagnola, molti dei 330 dipendenti sono romagnoli cresciuti in un azienda che continua ad essere un&#8217;efficacissima rampa di lancio per giovani creativi ed intraprendenti.</p>
<p>Il direttore marketing è cresciuto in azienda lavorando in tutti i settori a tutti i livelli.<br />
Il direttore commerciale ha iniziato in Yoox facendo data-mining.<br />
Il direttore tecnologico venne casualmente assunto da Federico mentre stendeva i cavi del primissimo ufficio Yoox, così da responsabile tecnico di un centro sociale di Bologna, oggi gestisce tutta la piattaforma del sistema, che si basa su software interamente disegnati da Yoox per Yoox.</p>
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		<title>Il contesto di Shenker</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Shenkeriani sono persone che hanno condiviso un momento di conquista e di soddisfazione personale.
Sono una comunità composta dagli studenti che raggiungono i loro obbiettivi e dal personale Shenker che li accompagna lungo il loro percorso formativo.
L&#8217;impegno con cui lo studente viene accolto ed ascoltato nelle sue necessità appena entra in un centro, il supporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Shenkeriani sono persone che hanno condiviso un momento di conquista e di soddisfazione personale.<br />
Sono una comunità composta dagli studenti che raggiungono i loro obbiettivi e dal personale Shenker che li accompagna lungo il loro percorso formativo.</p>
<p>L&#8217;impegno con cui lo studente viene accolto ed ascoltato nelle sue necessità appena entra in un centro, il supporto didattico personalizzato alle sue esigenze e la forte condivisione dell&#8217;obiettivo finale, creano spontaneamente il legame culturale che oggi promuove Shenker.</p>
<p>Quel legame che porta a voler condividere il proprio successo e a promuovere ciò che lo ha reso possibile.</p>
<p>E&#8217; la spontaneità di questo circolo virtuoso che Barbara ha riconosciuto ed ha scelto di usare come messaggio promozionale. Studenti ed insegnanti, persone e personalità, tutti protagonisti soddisfatti della loro avventura Shenkeriana.</p>
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		<title>Il contesto di Moleskine</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Moleskine vive della condivisione del suo messaggio, non solo col consumatore ma a tutti livelli del sistema, dalla produzione, ai dipendenti, alla rete distributiva.
Quando nel 1998, alla ricerca della massima qualità` e conoscenza della produzione della carta, si scelse di andare a produrre in Cina, si cerco` un partner con il quale instaurare un forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Moleskine vive della condivisione del suo messaggio, non solo col consumatore ma a tutti livelli del sistema, dalla produzione, ai dipendenti, alla rete distributiva.</p>
<p>Quando nel 1998, alla ricerca della massima qualità` e conoscenza della produzione della carta, si scelse di andare a produrre in Cina, si cerco` un partner con il quale instaurare un forte e duraturo rapporto e condividere idee ed esperienze.<br />
Fabio Rosciglione ricorda come, raccontando al loro partner cosa stesse succedendo nel resto del mondo, le tendenze e le novità`, quest&#8217;uomo fosse in grado di proporre nuove idee e plasmare le sue conoscenze sui bisogni che si andavano delineando nella società` occidentale.</p>
<p>Anche in ambito di distribuzione si sono sempre cercati partner locali in grado di recepire il messaggio univoco Moleskine e trasmetterlo nel loro mercato, interpretando i risvolti locali di una tendenza globale.<br />
I referenti Moleskine devono essere in grado di capire e riproporre il messaggio adeguatamente e questo si traduce anche in una condivisione economica di margini molto elevati sulla distribuzione Moleskine.</p>
<p>È una società` basata sulla condivisione e la creazione di una relazione personale con tutti i partecipanti che va a plasmare e rafforzare una preziosissima corporate identity.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il contesto di Veneta Cucine</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei che lavorare in Veneta Cucine possa essere considerato un vanto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre in pensione non andrà mai, ma ogni anno ci sono dipendenti che vanno in pensione dopo 35 anni di lavoro in azienda; gente che aveva cominciato con mio padre, che è cresciuta in azienda e la rispetta come azienda fortemente legata al territorio.<br />
Oggi alcuni dei figli di queste maestranze lavorano con noi ma non credo che le nuove generazioni riescano a pensare all&#8217;azienda come ad una seconda famiglia e non li biasimo.<br />
Tocca a noi saper motivare tutti in azienda dall&#8217;operaio al manager, il mio sogno è riconquistare il concetto degli anni sessanta di fierezza di lavorare in fabbrica.<br />
Vorrei che lavorare in Veneta Cucine possa essere considerato un vanto!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il contesto di SINV</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/01/05/il-contesto-di-sinv_/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Un progetto innovativo nel quale potersi immedesimare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il terreno di gioco della SINV è sempre stato molto competitivo, Marzotto, Diesel, Replay, sono grandi aziende che grazie alla riconoscibilità di uno stile di vita forte ed accativante continuano ad attirare le migliori risorse.</p>
<p>Cresce quindi in azienda la voglia e la necessità di creare una nuova identità, un progetto innovativo nel quale potersi immedesimare.</p>
<p>È da questo desiderio di identificazione che nasce l&#8217;idea di concentrare l&#8217;attenzione sulle persone e dall&#8217;osservazione del territorio si decide di lavorare su un&#8217;architettura di fabbrica radicalmente innovativa.</p>
<p>In una valle dove a perdita d&#8217;occhio ci sono solo capannoni e piazzali di cemento nasce una fabbrica sotto terra, un luogo che permette di lasciare in superficie spazi vitali e vivibili per tutta la comunità. Un palazzo di vetro con palestra ed asilo, un parco ed un lago, &#8220;lembi di terra strappati al cemento&#8221;.</p>
<p>photo by Martino Lombezzi &#8211; Contrasto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il contesto di Bonotto</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/01/05/il-contesto-di-bonotto/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 13:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[E' il territorio a fare il bene della fabbrica, non il contrario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sui suoi telai un tempo si tessevano vestiti che duravano una vita intera, oggi Giovanni li usa per soddisfare i desideri degli stilisti più famosi.</p>
<p>Il progetto piu&#8217; ambizioso è quello di metterli presto a disposizione della comunità; infatti, non identificandosi con la figura dell&#8217;imprenditore &#8220;deus ex machina&#8221;, Giovanni crede nell&#8217;impegno verso la propria comunità e vuole riuscire a vendere tutto il territorio Vicentino, non solo la propria realtà.</p>
<p>&#8220;E&#8217; il territorio a fare il bene della fabbrica, non il contrario!&#8221;</p>
<p>Così dando ai suoi operai l&#8217;opportunità di lavorare su vecchi telai, li ha trasformati in maestri d&#8217;arte in grado di produrre piccoli oggetti d&#8217;arte, applicando logiche industriali a processi tipicamente artigianali.<br />
E sarà solo quando le nuove generazioni di ricchi comprenderanno questa cultura e ne diventeranno i migliori clienti, che questi prodotti avranno un senso e il territorio sopravviverà.</p>
<p>In questa direzione Innovation Valley è un concreto tentativo di fare del territorio del Nord Est Italiano un fabbrica. Fornisce l&#8217;opportunità` ai diversi imprenditori di vendersi consapevolmente come insieme, dialogare e reimpollinare un territorio di grandi potenzialità`.</p>
<p>photo by Martino Lombezzi &#8211; Contrasto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>3 Giorni in Puglia</title>
		<link>http://www.therenaissancelink.com/blog/2009/11/13/3-giorni-in-puglia/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra esperienza in Puglia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei soci più attivi ed entusiasti di The Renaissance Link ci ha invitato in Puglia e ci ha introdotto al mondo “sano” dell’imprenditoria e della cultura locale. Il socio si chiama Stefano Petrucci e dirige il Gruppo Oltrelinea, un consorzio di piccole e medie agenzie di consulenza e comunicazione, presenti sull’intero territorio della regione da Foggia a Bari, fino a Lecce, dove abbiamo visitato le “centrale operativa” del Gruppo. L’esperienza si è rivelata nel suo complesso di grande respiro sia umano che professionale, e ci ha permesso di conoscere un Sud che è difficile immaginare se ci limitiamo alle informazioni superficiali che il mondo mediatico produce quotidianamente. Gli imprenditori, i consulenti, i giovani professionisti che abbiamo incontrato hanno mostrato una motivazione e una passione che ha qualcosa di eroico, con punte commoventi di sacro furore nel desiderio di apprendere e crescere nella conoscenza. E’ bastato intavolare discussioni informali sui valori del Manifesto di TRL e sulle attività dell’Associazione, per sollevare non solo l’interesse di maniera tipico di queste occasioni, ma anche e soprattutto quella mobilitazione emotiva dalla quale – siamo convinti – si potrà ripartire per una lunga e faticosa rinascita del Meridione di Italia.</p>
<p>Ciò che manca a queste “persone di buona volontà” sembra essere una sponda credibile per manifestare ed elaborare le loro ansie e i loro progetti, il loro talento e il loro “saper fare”. Una sponda che sia in grado di garantire una relazione permanente e sistematica con il mondo “fuori”. Al di là del proprio ombelico. Noi Rinascenti sentiamo e pensiamo di poter essere questa sponda. Un esempio per tutti: abbiamo visitato un’Azienda straordinaria che produce e lavora in modo rinascimentale la pietra leccese. L’Azienda si chiama Pimar e lavora con un progettista-artista di straordinario talento che si chiama Renzo Buttazzo, riproducendo le logiche della Bottega Rinascimentale. Le ultime “lavorazioni” sono state presentate con successo a Verona nel corso dell’ultima edizione di Abitare il Tempo.  Arrivare nella sede dell’Azienda, circondata da massi di pietra leccese che costituiscono davvero l’anima della sua attività, incarnandone il genius loci, produce una vera emozione. Eppure di questa Azienda e di questa attività si conosce poco, e la sua realtà viene vissuta come nicchia locale. Ecco. Questo è il problema, e su questo l’Associazione desidera lavorare, ampliando i link del mondo imprenditoriale  e costruendo quel tessuto connettivo che per molte piccole aziende italiane si rivelerà l’unica linfa vitale non solo per sopravvivere ma anche per imporsi felicemente nel mercato gobale.</p>
<p>Linda Gobbi e Francesco Morace</p>
<p>photo by Paolo Ferrarini &#8211; <a href="http://www.paoloferrarini.it" target="_blank">www.paoloferrarini.it</a></p>
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		<title>Le Masserie</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Silvia Bassani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'esperienza composita fatta di spaesamento, arcaicità ed esaltazione sensoriale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Adriano Bacchella, amico e fotografo con cui pubblico i servizi su Io Donna, mi ha chiesto di scrivere i testi per il libro <em>Masserie</em>, prima di effettuare gli ultimi sopralluoghi, mi sono messa alla ricerca degli appunti di un tempo, conservati in una cassapanca davanti al camino di casa, a Milano. Non avendo una masseria di famiglia…, mi ero limitata, da giornalista, sin dalle prime trasformazioni in “case per ospiti”, a osservare e a raccontare il fenomeno. I quaderni pugliesi avevano una calligrafia tonda e ingenua, e una minuzia di dettagli, dovuta senz’altro al fatto che fossi allora alle prime armi, che mi ha permesso, nella stesura del libro, di recuperare alcuni particolari preziosi: una certa Madonna di cartapesta leccese, i medaglioni smaltati su un letto di ferro battuto, una pagnotta che lievitava tra i guanciali, le volute rotonde del barocchetto di campagna che alleggeriscono la geometria delle torri fortificate.</p>
<p>Scrivo nel libro pubblicato da AdArte (2009) che le masserie di oggi non sono un semplice albergo ma un’esperienza composita fatta di spaesamento, arcaicità ed esaltazione sensoriale, in un contesto rurale e chic che consente, stando in campagna, di vivere il mare. È questo mix campagna–mare (per difendere il latifondo dagli attacchi provenienti dal mare, le fabbriche agricole sorgono nell’immediato entroterra) che ha reso la masseria un modello ricettivo felice. “Noi pugliesi”, scriveva Tommaso Fiore in <em>Un popolo di formiche</em>, “non abbiamo affatto idea di montagna”. A me piace immaginarle così le masserie: contente che non ci siano montagne a definire l’orizzonte, protette solo da oceani di ulivi, un tempo  sventrati per ottenerne legna da ardere.</p>
<p>Dopo i libri sulla Scozia, sulla Sardegna, l’Umbria, l’Abruzzo, la Valle d’Aosta e l’Alto Adige (perché poi proprio a me tutte queste montagne?), il lavoro sulla Puglia è giunto come un richiamo irrinunciabile. Arriva come a ricordarmi che esiste un filo, un centro, la sottile energia di un cordone ombelicale. E che il rapporto con la terra è necessario soprattutto a chi è stato esule o molto in viaggio. A chi, quassù al nord, mi chiede della Puglia, scoperta nei suoi paesi di borotalco e nei musei di campagna privi di capolavori, dico che questa terra cura una patologia del nostro tempo: la deprivazione sensoriale. La consiglio a tutti coloro che devono riconciliarsi con la vita, la natura, gli odori, i sapori, i colori. E con il calore umano: quella capacità di aprirsi al diverso e di aggiungere un posto a tavola che appartiene al solo Mediterraneo orientale. Le masserie sono il posto dove questo accade.</p>
<p>Mariateresa Montaruli</p>
<p>photo by: Adriano Bacchella</p>
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