L'Impronta Rinascimentale
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Osservatorio sulle imprese del Terzo Rinascimento
Il primo progetto che l’Associazione propone, è dedicato alle Imprese del Terzo Rinascimento, e ha l’obiettivo di porre l’Italia e la sua tradizione Rinascimentale, al centro di una nuova visione strategica, che concilia la qualità dei prodotti e della vita quotidiana, secondo una pratica interdisciplinare, innovativa e umanistica, alternativa alla vecchia logica di una globalizzazione sorda a qualsiasi differenza.
In questa direzione vanno i contributi recenti di molti opinion leader internazionali. Da un finanziere globale come George Soros (autore di "Cattiva finanza") fino ad economisti come Stieglitz (Premio Nobel e autore di numerosi saggi sulla globalizzazione malata) e sociologi come Richard Sennett con il suo ultimo libro "L’Uomo Artigiano".
Anche in Italia possiamo contare su una messe di testi e ricerche realizzate sul tema del made in Italy e delle sue potenzialità, da "Soft Economy" di Ermete Realacci, fino alle ricerche della Bocconi sul tema. In questa dimensione nasce il progetto dedicato all'Impronta Rinascimentale e alle imprese del Terzo Rinascimento.
Ciò significa mettere sul tavolo le idee e i progetti - consulenziali, editoriali, formativi, relazionali - compatibili con la visione di un Terzo Rinascimento (dopo il Primo Rinascimento che tutti conosciamo e il Secondo Rinascimento, segnato dalla nascita del design italiano) e con le attività di un gruppo di aziende che siano espressione di una eccellenza misurata sulla base di nuovi parametri di qualità e sostenibilità.
Si può rilanciare in questo modo "il senso dell’Italia" e quelle aziende che si riconoscono e nello stesso tempo incarnano questa visione. Le aziende che in soli 3 mesi hanno già aderito al progetto sono già 11 e coprono l’intero territorio nazionale e diversi settori, dalla cosmetica (Deborah di Milano) al tessile-abbigliamento (Bonotto e Sinv di Vicenza), dal mondo del mobile e della rubinetteria (Veneta Cucine di Treviso e Frattini del lago d’Orta) all’accessorio di moda (Coccinelle di Parma), dalla cultura (Shenker di Roma e Moleskine di Milano) all’e-commerce (Yoox di Bologna), dalla comunicazione (Gruppo Oltrelinea di Lecce) all’informatica (Webscience di Milano). Molte altre aziende dell’agro-alimentare, del turismo, del design, stanno definendo in questi giorni la loro adesione.
Il progetto si pone dunque l’obiettivo di individuare, sostenere e interloquire con aziende che abbiano una forte identità terzo-rinascimentale e caratteristiche comuni nel mercato (vocazione illuminata e spesso “familiare”, forte esportazione, alta innovazione di processo e di prodotto, forte valore aggiunto nella qualità della vita delle persone).
Nel mondo aziendale e istituzionale, il progetto ha l’obiettivo di diventare catalizzatore di attività di ricerca e sperimentazione, con un primo passo che è quello di mappare in modo nuovo il territorio italiano alla ricerca di quelle imprese eccellenti (grandi, medie ma anche micro) che corrispondano ai parametri che l’Associazione ha definito nel suo decalogo fondativo.
Il secondo passo sarà quello di coinvolgere queste stesse aziende in attività di riflessione, approfondimento dei loro modelli produttivi e di business, e di consolidamento della loro attività in Italia e all’estero, creando una piattaforma virtuosa che sia nuova espressione della visione italica del mercato, di quello che gli stranieri definiscono Italian Way.
Gli obiettivi a lungo termine del progetto sono quindi:
  • Focalizzare una visione per il terzo millennio che orienti in modo nuovo la globalizzazione economica definendo la centralità interdisciplinare della creatività, dell’innovazione e della sostenibilità.
  • Creare una comunità di operatori eccellenti nel mondo dell’impresa, della cultura, della formazione, che condividano questa visione e lavorino insieme in questa direzione, creando circoli virtuosi.
  • Ridare al sistema Paese Italia una dignità e un peso che rischia di perdere definitivamente, rilanciando il Senso dell’Italia, inteso come capacità di trasformare le proprie qualità quotidiane in virtù e in valori permanenti.
  • Attivare progetti di ricerca e consulenza, con un respiro internazionale e interdisciplinare, che possano circolare rafforzando la visione e i valori del Manifesto.