| Storie |
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In questo spazio raccogliamo i profili e le presentazioni dei soci più tempestivi, che hanno risposto più velocemente al nostro invito attraverso il web, e che ci raccontano la loro esperienza e le loro motivazioni rinascimentali. Ci sembra il modo migliore per dare all'associazione un volto vero e poi avviare il forum che verrà...
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Dino
Aricò |
Probabilmente il decano di questo gruppo di Rinascenti, non foss'altro perchè nato nel lontano 1942.
La mia formazione si può definire umanistica e scientifica insieme essendo nata nel liceo classico e poi spalmata tra le facoltà di medicina e di farmacia delle Università di Catania e di Milano. La mia esperienza più lunga, e per me più soddisfacente, si è maturata nell'industria farmaceutica dove in quasi 25 anni ho avuto il privilegio di formare centinaia di giovani informatori scientifici. Le mie esperienze più negative sono state consumate in attività imprenditoriali miseramente naufragate. La mia idea di Rinascimento è nella salvaguardia delle radici culturali e artigianali della mia terra, la Sicilia, che solo rispecchiandosi nelle bellezze che la natura le ha regalato e nella ricchezza dei mestieri che i suoi uomini più illuminati si sono inventati, potrà rivedere Rinascere, appunto, le sue vere origini e guardare al futuro. Non so ancora esattamente perchè ma credo che questo possa essere un gruppo che possa intestarsi un simile progetto. Sarebbe l'ultima bella e grande cosa che vorrei contribuire a fare. |
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Massimo
Balboni |
Sono Massimo Balboni, uno dei responsabili di produzione della Franco Cosimo Panini Editore.
Sono di formazione umanistica (Laurea in Storia Antica e Master in Giornalismo), evoluto in tecnico, per la passione dei libri. Fare libri, fare libri eccellenti, come sono le nostre riproduzioni facsimili, richiede una formazione di base importante e un approccio concreto, il saper fare. Un lavoro, che ho avuto la fortuna di svolgere con un editore, per cui il valore assoluto era la bellezza e la perfezione, oltre il mercato, spesso per il piacere del risultato. Oggi cerchiamo di superare i nostri risultati, innovando continuamente i processi, cercando soluzioni in campi che non sono abituali, mantenendo l'approccio artigianale per ogni lavoro, reinventandolo continuamente. La mia idea di Rinascimento è questa: eccellenza, attraverso il saper fare, in cui il particolare sia sempre ispirato a una visone di bellezza globale, etica e concreta. |
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Marco
Bennici |
Ho 34 anni e lavoro nel campo dell'innovazione da 4 anni. Laureatomi in Giurisprudenza era abbastanza evidente che non volessi prercorrere i corridoi dei tribunali, così dopo la laurea ho fatto un pò di tutto. Ho all'attivo 2 master, uno borsa di ricerca sui diritti economici e sociali a livello internazionale, la tessera di giornalista e perfino un disco. Dopo un intenso periodo di brainstorming e dopo il Master in Management dell'Innovazione alla Scuola Sant'Anna ho cominciato a lavorare nel campo dell'innovazione con Firenze Tecnologia - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze molto attiva in Toscana nel campo dei progetti innovativi. Firenze Tecnologia da pochi giorni ha cambiato nome, adesso è 'Tinnova'. Al suo interno ho presentato e sto curando alcuni percorsi interdisciplinari che riguardano il design e alcuni sistemi avanzati di divulgazioni di news tecnologiche. Perchè frequentarci? Per condividere esperienze e professionalità su temi che ci appassionano e per creare quella rete che oggi è più che mai necessaria per far si che l'innovazione sia sempre più pervasiva.
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Roberta
Buzzacchino |
Sono Roberta Buzzacchino. Mind mapper, avvocato, perfezionata in pubbliche relazioni, nel 2006 ho conseguito il Master Publi.com in Comunicazione pubblica e istituzionale. Ho maturato diverse esperienze professionali nella Pubblica Amministrazione negli anni di avvio del processo di aziendalizzazione (Amministrazione Penitenziaria, Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, INPDAP) e ho sempre cercato metodologie per vivere il cambiamento in modo positivo. Dal 2004 studio e utilizzo il metodo delle mappe mentali, ideato da Tony Buzan, grazie al quale imparo, lavoro e comunico non solo in modo razionale ma anche creativo. Attualmente collaboro con la cattedra di “Pianificazione dei media nella strategia d’impresa” del prof. Marco Stancati presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Sapienza di Roma. Sulla base dell’esperienza maturata in questi anni ho ideato il Mappe_Mentali_Lab per la formazione e consulenza in aziende e amministrazioni. Sono autrice del primo blog italiano dedicato alle mappe mentali www.mappementaliblog.blogspot.com. Vorrei aderire all'associazione perchè penso che il metodo delle mappe mentali sia utile per rappresentare il pensiero contemporaneo in continua evoluzione seguendo i principi del genio rinascimentale Leonardo da Vinci. Recentemente ho dedicato a questo tema un post nel mio blog: http://mappementaliblog.blogspot.com/2009/04/pensare-come-un-genio.html |
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Sebastian
Caputo |
Mi chiamo Sebastian Caputo e ho 36 anni.
STUDI: formazione in Svizzera, maturità francese (Bac B), Università economia aziendale a Napoli, corso post-laurea in America (Colombia università)
LAVORO: 12 anni di esperienza nella consulenza direzionale, con una particolare predilezione per lo studio della progettazione dal punto di vista economico (progetto di microcredito per la Banca Mondialein Albania), studi di fattibilità e dell’impatto economico di grandi strutture (porti, centri commerciali) e di grandi eventi (festival internazionale del cinema di Atene 2010).
RENAISSANCE LINK: l’esperienza lavorativa (e la vita) mi hanno mostrato come l’interscambio tra esperienze e culture diverse diventi l’anima di qualsiasi innovazione e per la costruzione di qualsiasi progetto. Personalmente ho creato nel 2003 il network economisti di impresa (www.economisti.info), e il trimestrale Quipu&Accademia (distribuito gratuitamente a 10mila imprenditori, che metto a disposizione dell’Associazione Renaissance e voi Rinascenti qualsiasi informazione vogliate veicolare). |
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Daniel
Casarin |
Mi chiamo Daniel Casarin e sono il fondatore della piattaforma e network (http://www.GenitronSviluppo.com). Ma il progetto è stata solo una radice che a breve ramificherà e ad un appello come questo, lavorando sul fronte dell'innovazione sostenibile a 4 dimensioni non potevo resistere. Aggiungo che provengo da studi umanistici di storia dell'arte e al mio lavoro di "evangelist" su questo fronte aggiungo di essere un'artista e quando si parla di Rinascimento (per nulla togliere anche al periodo precedente) non può non venirmi la pelle d'oca pensando a ciò che è stato fatto e soprattutto a ciò che è da fare, oggi qui, hic et nunc. Perché frequentare un luogo come questo? Perché personalmente significa scegliere un regno fatto di Qualità, poterlo esplorare oltre ad applicare i suoi valori. Un Modus ed aggiungo un Totus che considera l'uomo e la sua opera con una giusta dimensione, un giusto spazio e soprattutto un giusto Valore, Identità ed Estetica. Un Modus che per nascita e vocazione è olistico, trasversale e multidisciplinare nonostante necessiti di quella gerarchia naturale delle Cose tanto cara ad artisti come Raffaello quanto a Piero della Francesca. |
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Alessandro
Cavalieri |
Mi chiamo Alessandro Cavalieri, da 15 anni lavoro nel marketing (sono passato dall’editoria alla televisione, da internet alle telecomunicazioni, dall’energia ai trasporti e al turismo, sempre con l’apertura e la curiosità di chi pensa che smettere di crescere sia il rischio peggiore). Oggi vivo e lavoro a Venezia. Le mie passioni sono i motori e la barca a vela, dei primi apprezzo la pazienza e la precisione che necessitano per costruirli; della seconda, la possibilità di sognare un orizzonte diverso.
Ho aderito al gruppo di TRL perché credo che ci troviamo in un momento di cambiamento che si deve per forza sfruttare. Credo che oggi le vere novità siano quelle che non si vedono, che non finiscono nei telegiornali, riassunte in pochi secondi per renderle “digeribili” da tutti senza troppi sforzi. Credo che il cambiamento sia nell’operosità che ognuno di noi dentro di sé possiede, ma che ha bisogno di una rottura delle regole per essere recuperata. Il rinascimento aveva come fine ultimo la condivisione della ricchezza sotto forma delle arti e delle bellezze che rendeva visibili a tutti, un nuovo rinascimento può avere come fine ultimo la realizzazione di opere e azioni che, in silenzio, incidano sulla vita di tutti noi. |
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Luigi
Codemo |
Ho 39 anni e vivo con moglie e due figli a Baveno, sul Lago Maggiore. Da 15 anni mi occupo di comunicazione, prima nella promozione cinematografica (Media Salles, Warner Bros), poi in agenzie di pubblicità. Oggi lavoro come consulente e, accanto ai lavori legati alla comunicazione d'impresa, seguo alcuni progetti di valorizzazione dei beni culturali, in particolare di interesse religioso. Ho anche una laurea in filosofia, un orto, il grado di tenente degli alpini, un blog. Una cosa che, più delle altre, mi ha colpito leggendo il manifesto di TRL è quel riferimento "al delicato tema del come si impara ad imparare". A questo proposito, Platone, autore riscoperto proprio nel rinascimento, scriveva di "ipotesi dell'ipotesi". Questo è un punto cruciale che il rinascimento ha saputo mettere a fuoco: la consapevolezza che tutte le connessioni del mondo non producono uno straccio di idea nuova senza il contributo di persone educate a pensare in modo creativo. Dove creatività non è emozione o estro o informazione, ma ipotesi, soluzione di paradossi, scoperta di corrispondenze, duro realismo e senso di gratitudine. Come quella gioia che nasce sul volto di chi vive, o trasmette, la scoperta di un principio, fosse anche solo una piccola legge dell'universo. Credo che TRL costituisca un ottimo punto di partenza. |
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Andrea
Costa |
Sono Andrea Costa ed ho 40 anni, ho studiato all'Istituto Professionale ad indirizzo artistico P. Selvatico di Padova, per 14 anni lavoratore autonomo nell'artigianato. Da sempre sono appassionato al mondo del legno e della falegnameria: prima quello tradizionale in cui mi sono immerso grazie alla mia professione di restauratore di mobili e legni antichi, poi quello moderno a cui mi sono rivolto da quando, ai primi segni di crisi, ho pensato che mi poteva essere utile nel caso di un drastico crollo di commesse. Così è stato, a metà del 2007 ho cessato l'attività autonoma ed ho avuto esperienze, come lavoratore dipendente, nella produzione d'arredamenti in due piccole realtà: una di esse progettava e realizzava banchi bar e reception, la seconda era indirizzata ad una produzione più standardizzata. Ora sono anch'io disoccupato e sto valutando la possibilità di riaprire bottega. Recentemente, leggendo un vecchio articolo pubblicato su Nova 24 (un inserto sempre molto interessante), ho scoperto la vostra associazione: proponete una visione del futuro incentrato sulla persona, sul fare, come si usava nel Rinascimento epoca in cui le botteghe artigiane erano il tessuto sociale italiano. Nel Veneto, dove io vivo, queste piccolissime aziende sono una realtà ancora importante anche se non riescono a farsi sentire in questo frastuono che oggi regna sovrano. Purtroppo molte di queste microimprese sono in grande difficoltà, probabilmente hanno necessità di trovare un nuova maniera di essere artigiani mantenendo però la propria caratteristica fondamentale, la loro vera forza, che è quella di sapersi misurare con le persone cercando di capire le loro esigenze per poter proporre una soluzione sartoriale. La bottega artigiana è un'esperienza che nasce da una persona per le persone, e proprio per questo deve essere il modulo, il mattone su cui costruire una nuova qualità della vita. Mi sono avvicinato a voi perché da molto tempo credo in questo e, partecipando alla discussione, spero di trovare quel bit necessario a farmi reinterpretare il mio mondo artigiano. |
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Grazia
de Tuzza |
Sono Grazia de Tuzza e riprendo la mia presentazione dopo aver letto con interesse le vostre. Mi hanno fatto sentire piccola almeno dal punto di vista professionale perchè la maggior parte di voi lavora nel privato. Io lavoro da anni nel pubblico impiego, presso l'Università di Messina. Mi sento avvantaggiata solo per la certezza del posto fisso e per la possibilità di aver fatto molta formazione anche fuori dalla mia sede, quasi sempre senza oneri, - il che non è poco, dati gli stipendi del Comparto -.
Per il resto, trovo che la P.A. sia lenta e farraginosa, poco attenta alle esigenze della "persona" in termini di gratificazione, merito, creatività e innovazione. Prova ne sia che la mia sede di servizio, nata tre anni fa da una felice intuizione del Rettore, a breve, sarà smantellata con l'entrata in vigore della nuova riorganizzazione amministrativa, il cui parto è durato ben 5 anni. Ancora non so ufficialmente in quale settore l' Amministrazione mi vorrà utilizzare, ma è certo - e me ne dispiace molto - che non mi potrò più occupare dei temi dell'innovazione, dello sviluppo, del benessere organizzativo, delle pari opportunità e della formazione, temi che mi avevano tanto intrigato professionalmente. Spero di continuare a farlo partecipando a questa comunità di Rinascenti, che ammiro per le belle esperienze professionali e per la passione che si avverte tra le vs. righe dense di motivazioni e di gratificazione per il proprio lavoro.
In precedenza, mi sono occupata di contabilità finanziaria e, per un breve periodo, di ricerca scientifica, ho condotto per conto dell'Università, dalla progettazione, gestione, fino alla rendicontazione, un Progetto POR 2000/2006, contro il racket e l'usura, progetti di pari opportunità, sto partecipando ad una interessante azione formativa del MIUR, trasversale e sul trasferimento tecnologico, in collaborazione con altri funzionari siciliani. Spero inoltre che sia presto finanziato un bel progetto di Servizio Civile Nazionale, presentato lo scorso anno, per stimolare i giovani ai temi dell'ambiente, della solidarietà sociale, della protezione civile e dell'amore per la Patria, intesa in senso ampio. Ho tre figli di 18, 14 e 29 anni, tutti studenti. Quando possiamo lasciare lavoro e casa affidando ai figli giardino, cani e gatti, utilizziamo il camper all'insegna del plein air e della visita delle belle città, in Italia ma anche all'estero. Quello che mi dispiace di più quando sono fuori dal mio Paese è operare il confronto perchè, da questo punrto di vista, la nostra Italia risulta sempre perdente. Abbiamo bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche immense, anche nella mia Sicilia, poco valorizzate dalle istituzioni e dai cittadini stessi, per scarsa educazione e anche inciviltà. E' uno dei motivi, oltre a quello "valoriale" di cui ho già scritto, che mi ha colpito di più di questo Rinascimento che - ne sono certa - potrà essere motore di crescita e sviluppo per tutti. |
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Mario
d'Andrea |
Sono Mario d'Andrea, conosco Francesco Morace da molti anni ed abbiamo avuto il piacere di lavorare su progetti comuni di particolare interesse (insieme a Linda Gobbi e al team di Future Concept Lab). Oltre agli aspetti professionali ci lega una profonda amicizia e una condivisione valoriale. Mi occupo di marketing fin dai tempi dell’università e ho poi affrontato le sfide del settore abbigliamento e moda in Gruppi multinazionali quali Coats Viyella (13 anni) e Levi Strauss (10 anni) per poi dedicarmi, negli ultimi 12 anni, alla libera professione e all’attività didattica in Master post universitari. Mi riconosco nel progetto The Renaissance Link e ritengo sia molto importante, in questo contesto storico – economico – sociale, assumere un ruolo proattivo e propositivo. La crisi che stiamo attraversando ha assunto, a mio parere, connotazioni particolarmente negative per il nostro Paese. C’è bisogno di “rinascenti” e sono convinto ci siano buone prospettive per le imprese (le persone, gli imprenditori ed i managers) di individuare un nuovo percorso nonostante il contesto. Ritengo fondamentale l’aggancio valoriale implicito nel manifesto “The Renaissance Link”, e ritengo opportuno citare Francesco (dal suo libro “Il senso dell’Italia”) quando fa riferimento al concetto di “altro - italiano”. Non mi riconosco, da tempo, in questo paese, ma rigetto l’idea di “anti – italiano” (come suggerisce per l’appunto Francesco) sostenendo invece, con orgoglio e determinazione, l’alterità, il bisogno profondo di contribuire ad un cambiamento improrogabile. Con un forte ancoraggio alla idealità a fronte di una mutazione genetica che mi inquieta. Pier Paolo Pasolini colse con straordinaria lucidità il rischio di questa mutazione; purtroppo la realtà in cui viviamo è persino peggiore da quella ipotizzata in quegli anni lontani (“credo nel progresso, non credo nello sviluppo”). Ma con grande tenacia cerchiamo ancora la flebile iridescenza delle lucciole per trovare un nuovo percorso di eccellenza per le imprese italiane fondato sui valori e le competenze del genius loci, con particolare enfasi sulla istintività artigianale, sul saper progettare e fare. |
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Antonello
Di Ieva |
Mi chiamo Antonello Di Ieva, 31enne, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e specialista in neurochirurgia da circa due anni. Lavoro presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano e da un anno sono ricercatore presso l’Università di Vienna, con un PhD in neuroscienze in corso. Come neurochirurgo mi occupo prevalentemente di neurooncologia, come ricercatore i miei campi di interesse convergono allo studio della neuroanatomia (in Austria, in Italia è una branca praticamente inesistente!) e dell’applicazione di nuovo modelli matematici (quali la geometria frattale) alle neuroscienze. Considerando la medicina come la più umanistica delle scienze, la mia formazione scientifica non si scontra assolutamente con le mie “vocazioni” o inclinazioni “artistiche”, che, se pur hobbystiche, sono la mia valvola di sfogo quotidiana, e mi riferisco alla musica, al viaggiare (compatibilmente con il lavoro) e alla lettura. Cittadino europeo e cosmopolita per vocazione sin da piccolo per trasferte continue all’estero, adoro sentirmi inserito in network culturali ove il continuo confronto costituisce la pozione contro la morte dello spirito da routine e conformismo. E in tal senso eleggo Erasmo da Rotterdam e Leonardo da Vinci ad emblemi della tensione che penso caratterizzi ognuno di noi, con questa necessità di aderire, contribuire o perlomeno idealizzare alla cristallizzazione di un nuovo Rinascimento. Perché se è vero la che rinascita avviene sugli scheletri dal periodo oscuro precedente, siamo tutti d’accordo, evidentemente, che oramai l’Italia, culla del diritto e tomba delle giustizia, madre di arte e vandalica verso se stessa, non gode di ottima salute. E parlo dell’Italia in senso lato, perché di italiani geniali il mondo ne è ancora pieno. Nel mio campo, continuo ad assistere allo scempio della sanità in caduta libera, nonostante l’esistenza di alcune isole felici; di un sistema universitario ancora baronale, nonostante tutto; di una ricerca ridotta ai minimi termini; della solita “fuga dei cervelli”; di un paese dove sono nate le scuole di medicina per poi vedere i suoi discepoli auto-esiliarsi per cercare di riuscire semplicemente a fare il proprio dovere nel deontologicamente migliore e più etico dei modi. E non mi riferisco ai soliti USA; basta varcare le Alpi per trovare realtà a noi ignote, ed il fatto che la mia attività di ricerca si svolga in un paese confinante dovrebbe già essere abbastanza eloquente. Ne avrei di aneddoti da raccontare... La creazione di questa nuova utopia, come ho letto in alcune mail, non può prescindere quindi dalla cooperazione di figure anche totalmente diverse; in quest’ottica, non so se in effetti riuscirò a dare, per competenza e per mancanza di tempo, un pur se piccolo contributo al nuovo rinascimento di cui voi siete il manifesto emergente, ma sicuramente vi ringrazio per la possibilità di poter far parte, in maniera più o meno concreta, alla cristalizzazione di questa nuova sfida. |
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Maurizio
Duranti |
Sono Maurizio Duranti, nato a Firenze (per caso) nel 49, ma vissuto tra Genova e Milano.
Infatti mi sono laureato in architettura a Genova nel 76 ma vivo e lavoro stabilmente a Milano dove ho Studio dall’84 e faccio l’architetto e il designer. Ho vissuto tutta la vita in campo artistico e progettuale spaziando in ogni disciplina figurativa che implicasse la creatività. Sono molto interessato alla comunicazione ed è per questo, forse, che sono molto attratto dal design come gesto di mediazione tra il mio ego e la società.
Sono stato e sono Art Director di alcune aziende e oggi, ancor più che il progettare cose, mi affascina progettare ed individuare filosofie produttive e intuire nuovi bisogni.
Già da diversi anni ho la consapevolezza che stiamo vivendo una svolta epocale che coinvolge ogni aspetto del vivere.
Ogni inizio di secolo e, addirittura millennio, coincide stranamente con una radicale modificazione della società che è come se voltasse pagina saltando graduali passaggi evolutivi per aprirsi, in poco tempo, a nuovi modelli esistenziali che coinvolgono il costume, gli stili di vita, l’etica, la filosofia, i consumi e perfino aspetti della morale collettiva.
La crisi che stiamo vivendo è durissima e dolorosa ma, ritengo, sia funzionale a questo processo che io chiamavo semplicemente di rinnovamento.
Stanno cadendo rami secchi di un vivere che non trova più riscontro nell’attuale.
Poi, il mio amico Giovanni Lanzone, mi segnala, casualmente, la nascita di questa nuova associazione e mi parla di Terzo Rinascimento e di Bellezza vincente.
Ecco, era questo il passaggio che mi mancava: la Bellezza come valore etico e culturale, per trovare la chiave di questo processo in corso.
Così ho capito subito che in questo ambiente e fra queste persone sarebbe successo qualcosa di molto interessante, stimolante e propositivo.
Ora non so bene che ruolo potrei avere in questo confronto ma sono sicuro di volerci essere. |
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Eric
Ezechieli |
Ho ritrovato di recente un tema che avevo scritto 27 anni fa, in terza media, in cui concludevo: "...Penso di aver capito che prima di fare una scelta si debba pensare a tutte le conseguenze che avrà in futuro; solo allora potremo dire di avere agito nel migliore dei modi." Da allora per me non è cambiato molto. Oggi ho due figli di 3 e 7 anni che avranno la mia età di oggi, 40 anni, nel 2041 e nel 2045 e forse vedranno il Ventiduesimo secolo. Mi piace pensare che tra oggi ed allora le nostre intenzioni e le nostre azioni, e quelle di ciascuno di noi, faranno la differenza nel creare il futuro che vogliamo. Ho viaggiato e giocato profondamente, iniziando da piccolo, in oltre 50 paesi, e ho lavorato in più di 25: per me il mondo è una piccola astronave in cui tutto è interconnesso con tutto e tutti sono interconnessi con tutti. Come insegnano i nativi americani, quello che facciamo agli altri e al pianeta lo facciamo a noi stessi. Per questo da molti anni ricerco ed applico, insieme a tanti altri compagni di avventura, quello che funziona per creare il mondo che desidero, per me, per la mia famiglia e i miei figli, e per tutti gli esseri viventi con cui condivido il viaggio sull'unica astronave. Ho studiato ingegneria per due anni, trovandola noiosa, per laurearmi in economia alla Bocconi, dove ho imparato che le economie e le aziende attuali devono fare ancora un po' di strada per rientrare nella realtà. Ho poi lavorato in giro per il mondo, sempre ricercando ed applicando i modi per creare il mondo che voglio. Più di recente ho conseguito un master su 'come si impara' a Stanford, California, nel cuore della Silicon Valley: un posto dove anche di fronte alle idee più strane la risposta è: 'perchè no?'. Ora sono in Italia, continuo nel mio viaggio come motore di The Natural Step (http://www.thenaturalstep.org/) in Italia e come catalizzatore in altre iniziative, progetti e network. Credo che il nostro paese sia in realtà in pole position nel mondo per un rinascimento planetario...ma questo ve lo spiego quando ci incontriamo. A presto. |
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Michele
Gubert |
Mi chiamo Michele Gubert, vivo a Stresa. Sto frequentando un Master post-universitario all'ISTUD, in Risorse Umane e Organizzazione. Provengo da una laurea umanistico-aziendale allo IULM di Milano. In questo periodo, parallelamante, sto sviluppando alcuni progetti imprenditoriali con architetti, designer e associazioni turistiche al Mottarone, la "la montagna dei milanesi". Ho avuto diverse esperienze in ambito lavorativo coniugando al tempo stesso passioni personali. In ambito turistico come maestro di sci e in ambito edile affiancando le attività di famiglia e un progetto di marketing per un'impresa di impianti termoidraulici. Dopo aver scritto la tesi di laurea sul progetto "Oil free zone" nella valle di Primiero (TN) sto approfondendo tali argomenti (energie rinnovabili, design, sostenibilità, parsimonia, legami con la tradizione) per arrivare forse ad una prima pubblicazione. Ho scoperto The Renaissance LINK perchè è un posto nuovo, ricco di idee e stimoli creativi. Uno spazio virtuale, spero poi anche fisico, per il confronto, il dialogo e l'approfondimento di temi importanti per una nuova epoca. |
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Stefano
Lago |
Sono nato a Bassano del Grappa (VI) il 5 giugno 1972. Catturato dalla natura, ho frequentato l'Istituto Agrario A. Parolini con sede a Pove del Grappa (VI). Dalla natura al settore tessile, è stato il passo successivo. Ho iniziato come consulente commerciale e dal 1995 continuo la mia collaborazione con Ledatex Snc (uno dei migliori produttori italiani di tessuto jersey ) aiutando i tecnici nella sperimentazione di nuovi prodotti e collezioni, mettendo la società direttamente in contatto con le esigenze e le tendenze del mercato. Nel frattempo, ho avviato nuove collaborazioni come consulente esterno per l'approvvigionamento e lo sviluppo del prodotto. Nel 2005 assieme a Sara Zuddas(al tempo laureanda in P.R.) ho creato il marchio Zula ,( semplici borse),che e’il risultato della passione per l’unicita delle persone e delle cose.(www.zula.it) La strada da percorrere e’ lunga… Leggendo i dieci punti del manifesto, non mi sono sentito piu’ solo,ed e’ per questo che ne ho sentito l’esigenza di aderire, di “condividere”. |
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Eugenia
Lungu |
Sono nata e cresciuta in Moldova, il paese più povero d’Europa (come viene definito adesso sui giornali). Lì ho passato una bella infanzia, mi sono laureata in filologia russa e ho lavorato presso il tribunale come interprete/traduttore russo-romeno.Nel 1994, all’età di 32 anni sono arrivata in Italia. Dopo un periodo di lavori domestici mi sono iscritta ad un corso finanziato dal Fondo Sociale Europeo che mi ha permesso di iniziare “un altro” lavoro, così è cominciato il mio impegno con l’associazione Ala Milano Onlus, dove lavoro tutt’oggi, come mediatrice culturale su un progetto rivolto alle prostitute provenienti dall’Est Europa. Su una panchina della metrò qualcuno ha lasciato l’inserto nòva dell’Sole 24 ore, lo raccolto e dopo averlo letto ho voluto conoscere meglio e partecipare allo sviluppo di un modello innovativo che si propone di incidere sulla vita di tutti noi. La mia idea di Rinascimento è questa: curare gli ambienti, gli spazi per far si che lascino nella memoria e nel cuore delle persone che li frequentano il desiderio di migliorare e migliorarsi, di credere e di crescere. |
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Maurizio
Mancini |
Ho 49 anni, sono nato a Roma. La mia formazione è umanistica, sono laureato in Lettere Moderne, con indirizzo Storia Moderna. Però già durante gli anni universitari, parallelamente agli interessi storici e letterari, ho sentito una forte attrazione per la cultura figurativa, tanto da presentare una tesi di laurea sull’architettura e l’urbanistica nella Firenze della seconda metà del ‘500. La mia aspirazione, già un sogno da bambino, era quella di fare il giornalista. Ma, dopo una breve esperienza in tal senso, le situazioni della vita, le persone che ho incontrato mi hanno spinto verso il marketing, prima editoriale poi pubblicitario. Infine, sono approdato al mondo commerciale, svolgendo il percorso tipico di questa professione; da agente di vendita, a coordinatore fino a dirigente. È stato un cammino complesso e variegato, in parte anche contraddittorio, ma quello che è rimasto costante negli anni è l’interesse per il pensiero innovativo, per il pensiero di rottura, per il pensiero che sa sintetizzare e far evolvere i tanti saperi dell’uomo. In questi ultimi tempi, questo anelito si sta facendo sempre più potente, sospinto allo stesso tempo da una dimensione personale umana e da esigenze provenienti dalla mia crescita manageriale. La lettura attenta e costante di Nova 24, uno dei prodotti editoriali più importanti degli ultimi tempi, è il risultato di questa esigenza. È sulle pagine di Nova 24 che ho scoperto The Renaissance Link. L’entusiasmo è stato immediato, come la voglia di partecipazione. Non ho un’opinione positiva della nostra Italia e più volte sono state tentato di trasferirmi altrove. Tuttavia, penso che abbiamo tali eccellenze e qualità che non possiamo arrenderci alla mediocrità e al pessimismo. Scoprire e valorizzare queste potenzialità, attraverso la condivisione, con un impegno attivo, è per me una ragione di vita. |
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Nicola
Mele |
Mi chiamo Nicola Mele, nato nel 1952, sposato tre figli e due nipotine, laurea in Informatica, potrò andare in pensione forse tra 15 anni, imprenditore lavoratore in CDA Srl e Amministratore di INFODIVANI Srl, abito a Santeramo in Via F.lli Cervi, 43, tel 335-5395631. Ho contribuito, in qualità di socio fondatore, alla nascita e alla crescita (e in qualche caso alla morte) delle seguenti società: Personal Software srl, Bit 2000 Srl, OA Sistemi Srl, Bit Sistemi Srl, Infotelecom Srl, Infotelecom Lecce Srl, Infotelecom Bari Srl, Infoassistenza Srl, Infotelecom Taranto Srl, Tecnosistemi Srl, OA point Milano Srl, OA Point Roma Srl, OA point Verona Srl, OA point Firenze Srl, OA point Abruzzi Srl, OA point Calabria Srl, Infodivani Srl, SID srl, Infoaziende Srl, Cda Srl, Gamina Srl, DNA1, DNA2, DNA3, DNA4, SVOLTA, SOLARE SISTEMI, SVOLTA AREA2, e ne seguiranno altre. Ho contribuito (sostenendo i progetti di Cherif, mussulmano che ha convissuto nella mia famiglia per alcuni anni) alla realizzazione di alcune imprese e alla costruzione di una Scuola, in Guinea.Ho fatto due viaggi in Guinea e ho visto, a distanza di otto ore di volo, la differenza tra l'Aereoporto di Konacry (vita in Africa) e l'Aereoporto di Bruxelles (vita in occidente). Ho contribuito al sostegno delle Associazioni di Volontariato: L'aquilone, Amore e Libertà, L'Arche di Jean Vanier, vari istituti Salesiani. Sono stato presidente della PGS basket ASSO Don Bosco di Santeramo. Sono vicepresidente dell'Associazione Nuova Costruttività. Ho fatto parte del Comitato Etico di Banca Etica. Ho fatto la "carriera" presso la Parrocchia come Fiamme Bianche, Verdi, Rosse, chierichietto, vicecapochierichietto, capochierichetto, Animatore Salesiano, Exallievo Salesiano. Ho partecipato al '68, senza particolare passione ma venendone influenzato, positivamente e negativamente. Ho lavorato alla Olivetti, prima a Bari, poi ad Ivrea e poi ancora a Bari prima di avviare attività in proprio. Non ho mai studiato bene la Filosofia, non conosco niente di Teologia, ma sono convinto che bisognerebbe dare più spazio in particolare ai filosofi. In linea di massima, non so perchè mi trovo a fare quello che faccio, ma sono contento di farlo e cerco di farlo nel modo migliore possibile. Sono contento di fare parte del Club dell' Innovazione, perchè credo che mi permetterà di conoscere "buone Idee e ottime persone". Aderirò all' iniziativa Renaissance Link, perchè sono curioso e sono convinto che serva un nuovo rinascimento. |
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Stella
Moretti |
Ho 46 anni sono veronese e mi occupo di comunicazione per alcune aziende. Ho vissuto e lavorato per 15 anni nell'eclettica Milano e da un po' di tempo sono rientrata a Verona. Quello che continua a
incuriosirmi negli imprenditori che incontro, al di là delle loro reali capacità, è il fattore umano. Ho aderito a questo Progetto perché ritengo che "far conoscere il saper fare" sia importante, all'infuori delle chiacchiere. Ognuno nel suo ambiente e luogo di vita e lavoro (stanza, aula, bottega, negozio, studio,corridoio, corsia, spazio ecc) può contribuire al cambiamento, ma solo se rispetta l'Altro, se sa pensare e parlare anche del noi e del loro e non solo dell'Io. Mi auguro che in Renaissance link non entri la politica, intesa come schieramento, perché la mente deve essere libera da sovrastrutture, paradigmi e pregiudizi, se vogliamo davvero "rinascere". Il confronto, il dialogo e il logos possono essere perfetti e sani "concimi" per l'anima e il sapere. A qualsiasi latitudine, a qualsiasi età. |
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Stefano
Petrucci |
Oltrelinea (www.oltrelinea.eu) è l’ultimo osservatorio costruito a mani nude in cui, dopo quasi vent’anni di esperienza nella comunicazione, cerco di far fermentare un futuro credibile e sostenibile insieme a tutti coloro che credono nella condivisione. Così, un giorno nel deserto ho trovato l’acqua e, dissetato, ho cominciato a ricordare le mie radici e a recuperare la memoria della potenza dell’identità mediterranea. Ho iniziato a scavare di più, stanco di guardare in superficie i modelli americani ed anglosassoni in cui crescita equivale a profitto, marketing-conquista e comunicare-persuadere.
Ho scoperto che le rughe del Sud ancora nascondono il tesoro che invano cerca il mondo. Scavando ancora, nella ricerca estetica e sensoriale, ho festeggiato l’incontro tra il mio inconscio e quello collettivo. Ed è lì che sempre più consapevolmente coltivo gli stimoli creativi. Qui fondo il mio giovane ed antico laboratorio del “Comunicare Mediterraneo”. I nuovi stili di vita e i nuovi modelli di crescita per persone, imprese e nazioni hanno un cuore antico: la saggezza del mediterraneo, l’umanesimo del sud del mondo e l’ingegno italiano. I nuovi media oggi creano presupposti per una nuova socialità che, indirizzata al bene comune, sarà capace di generare futuri impensabili solo qualche anno fa.
Nel mio osservatorio entrano fiumi sempre più generosi e portatori di acqua sempre più cristallina. Segno che il Rinascimento non è solo possibile, ma in pieno fermento. Uno di questi fiumi è The Reneissence Link ed io sono pronto a bere, ma soprattutto a lasciare la mie mura per portare la mia acqua. “Ci sono esperienze che aprono orizzonti. Nessuno di noi può sapere con anticipo quali saranno.
Per questo conviene continuare a sperimentare ed esplorare aprendo le porte delle percezioni.” S.P. www.stefanopetrucci.com |
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Chiara
Pozzi |
Sono una studentessa di 25 anni che vive a MIlano. È partendo dalla società e dalla sua complessa struttura che mi sono avvicinata alla moda e a tutti gli universi che ruotano attorno ad essa: arte, design, grafica, architettura. Ho scelto di seguire un percorso più lungo ma di largo respiro: mi sono laureata in Lettere e Filosofia e solo ora mi sto specializzando nel Master in Fashion Project Management al Politecnico di Milano, corso che presenta un approccio integrato fra aspetti progettuali e culturali, di marketing e comunicazione. Mi rendo conto che oggi, nella moda come in ogni settore, siano necessarie figure professionali che sempre più posseggano competenze interdisciplinari e che siano capaci di gestire e dialogare con una società in continua evoluzione. Nella odierna società dei consumi abbiamo bisogno di motivi per preferire una cosa a un’altra. Abbiamo bisogno di differenze. E queste differenze ci si presentano soprattutto come valenze simboliche, oltre che come valore d’uso. È necessario, oggi più che mai, un elemento distintivo. Questa la mia ricerca, la mia sfida. Il nostro nuovo gruppo può diventare di grande stimolo per un percorso di esperienza, di ricerca e di progetto per nuovi sviluppi. |
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Gianluca
Puccinelli |
Ripartire dalle persone è sempre stata la base e l'obiettivo della mia azienda, sin dalla sua costituzione e anche in questo periodo di crisi, io e i miei collaboratori siamo convinti che sia l'unica chiave possibile per riaprirci alla vita e al mondo con occhi nuovi, ma con i valori di sempre, quelli che provengono dalle nostre radici, dalla storia che ognuno di noi ha dietro e dentro di sè come una scia. La mia società si chiama RES. Si occupa di formazione e consulenza per le aziende e organizza eventi, non solo tecnici (lavoriamo molto nel settore bancario), ma anche relativi ad argomenti attuali e che ci toccano da vicino come "la ricerca di un rinascimento nella crisi" oppure "Il disagio esistenziale" (che si terrà il 17 Aprile p.v. a firenze), o ancora sull'" Etica". Il tema dell'etica è la nostra bandiera, ma non perchè vogliamo dire a tutti che siamo etici, o per mostrare le normative sul codice etico della 231...ma perchè crediamo sia importante riuscire a far comprendere il vero senso di questa parola cosi ambigua e ormai così abusata nel campo economico e finanziario. Il termine Ethos si trova per la prima volta in omero...egli scrisse "...e i cavalli tornarono ai pascoli etici" e con etici intendeva casa, famiglia....un ambiente etico è un ambiente che riesce a farsi casa...l'etica è il ritorno e il desiderio di ritornare. Ma ci vorrebbe un libro intero per spiegare questa cosa...e noi l'abbiamo scritto. Abbiamo invitato a parlare di questo tema, non imprenditori, non economisti, ma un filosofo e un matematico, e poi ci abbiamo scritto una favola, un racconto...perchè siamo convinti che soltanto la cultura e l'arte, sotto ogni forma, possano farsi veicolo di idee per costruire, per ritrovarsi, per dare vita ad una nuova rinascita con una nuova consapevolezza, di sè, degli altri, e del mondo che ci circonda, di una società che se lo vogliamo può essere a nostra immagine e somiglianza. Molti hanno affettuosamente definito questa visione, una utopia, ma io ho sempre accolto tale considerazione come un complimento visto che Oscar Wilde diceva: "Una carta del mondo che non contiene il paese dell'utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perchè non contempla il solo paese al quale l'umanità approda di continuo. E quando vi getta l'ancora, la vedetta scorge un paese migliore e l'umanità di nuovo fa vela". |
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Daniele
Regolo |
Un non udente con la laurea (Scienze Politiche; in corso quella di Sociologia) è scomodo da collocare nel mondo del lavoro. Così, dopo essere stato agente di vendita (ci passano tutti), istruttore di vela, responsabile del televideo di una emittente regionale, e aver pubblicato alcuni libri in tema di narrativa e sordità, sono approdato nella Pubblica Amministrazione, precisamente in un’azienda sanitaria. Ma il cerchio, invece di chiudersi, si è aperto. Grazie alle (frustranti, ma anche indimenticabili) esperienze precedenti, ho sperimentato sulla mia pelle che le strutture che noi creiamo assumono vita propria, “trasformando” le persone in qualifiche. L’epoca della inevitabile specializzazione ci ha costretto a perdere di vista l’insieme. La vela rappresenta per me un mondo che va oltre il semplice trascorrere un paio d’ore tra vento e onde. Un velista deve saper fare mille cose diverse e, allo stesso tempo, dare una rotta alla propria imbarcazione. È questo che penso dell’uomo di oggi, a bordo del mio Laser mentre la sordità trova un’oasi di pace da un mondo ossessionato dalla comunicazione, ma che poi non riesce a trasmettere i suoi messaggi migliori. Aderire a The Renaissance Link significa, per me, lavorare, creare, ideare nuovi linguaggi, senza quindi temere di sporcarsi giocando in un campo infangato, affinché si possa tornare ad assumere, pur nel rispetto delle specifiche competenze, una visione d’insieme del mondo. È questa, io credo fortemente, l’unica via d’uscita da ogni tipo di crisi. Abbiamo disimparato ad avere brividi. È ora di sentirli nuovamente addosso. |
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Monica
Sampietro |
Mi chiamo Monica Sampietro e, dopo studi accademici, dal 2001 sono docente. Attualmente insegno al Politecnico di Milano, all’Accademia di Belle Arti Aldo Galli e al liceo Artistico G. Terragni, entrambi di Como. L’insegnamento è sempre stata la mia passione, così come il design. Da qualche anno ho aperto una mia attività, frutto dell’esperienza di anni nella progettazione scenografica di eventi a tema: www.sesonrosedesing.com. Nel lavoro, così come nella vita, credo nei cambiamenti e nelle capacità di ogni singolo individuo, più di molte sovvenzioni alle aziende. Lo scambio di idee tra menti creative può salvarci da questo periodo di incertezze. |
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Ugo
Sgrosso |
Sono affascinato dalla vostra iniziativa. Ho 75 anni e tanta voglia di dare contributi per una ripresa di una economia che non dimentichi quelli che hanno di meno. Ho lavorato (a Napoli, Palermo, Roma, Genova, Palermo e Bari) in sei diverse aziende, ho fatto il consulente di organizzazione, il formatore. Ho fatto nascere - e contribuito a far vivere per 3 anni - ASCOA (Associazione per lo Sviluppo della Cultura delle Organizzazioni che Apprendono). Da oltre 10 anni sto contribuendo a realizzare progetti innovativi, finanziati dalla Comunità Europea. Ovviamente posso dire molto del mio passato, ma la cosa più importante è che ho sempre amato il mio lavoro. Da alcuni anni, cerco di lavorare a favore delle genrazioni che vengono dopo quella mia. Mi rendo conto di aver avuto, da giovane, tante opportunità di lavoro che non sono disponibili ai giovani di oggi. So fare poche cose bene con le mie mani, ma credo (anzi spero) di essere un classico esempio di "Uomo artigiano" (quello di Richard Sennett). Oggi un nuovo Rinascimento è molto difficile, ma, sono convinto che dobbiamo tentare, ritentare, buttarci e ritentare. |
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Orazio
Spoto |
Sono nato a Roma ma abito da quasi 10 anni a Milano. Ho fatto della passione per i new media e per la tecnologia una professione. Oggi lavoro come consulente di marketing digitale. Questa attività mi porta ad esplorare e sperimentare gli ultimi trend e novità provenienti da Internet. Gestisco anche Techwatch: una rubrica dedicata al web e alla tecnologia all’interno del portale Hi-Tech Italy. Adoro viaggiare e per questo ho creato su Facebook un gruppo dedicato al “viaggiare leggeri” un luogo aperto a tutti dove trovare notizie, spunti e suggerimenti per muoversi con meno cose possibile: per risparmiare, per godersi il viaggio e per rispettare l’ambiente. Sono un runner, uno scorpione convinto, un irriducibile mancino. Adoro circordarmi di poche cose ma “belle e funzionali”.
Perchè ho partecipato al progetto? Perchè credo che il posto dell'Italia nel mondo sia quello di una superpotenza culturale in grado di veicolare innovazione, tecnologia ed estetica. Questo non grazie ad una coscienza collettiva (qua sta la vera sfida e Internet ci può aiutare) ma allo sforzo dei singoli. |
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Laura
Tabladini |
Sono laureata in economia e commercio, bresciana di nascita, vivo da oltre 10 anni a Milano dove ho lavorato per molto tempo al Sole 24 ORE nel campo della formazione. Da qualche mese sono approdata allo IED- Istituto europeo di Design, come responsabile marketing del "segmento" Master. Attività affascinante e complessa allo stesso tempo. Mi sono iscritta con interesse a questa iniziativa. Mi hanno colpito sia i contenuti sia il sito. Non pensavo di poter ricoprire un ruolo cosi' importante, ma ne sono contenta! |
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Elena
Tarantino |
Mi chiamo Elena Tarantino, abito a Lecco, lavoro dal mio studio e dove mi portano gli impegni. Mi occupo di organizzazione eventi e comunicazione da 20 anni circa. Nonostante il mio lavoro richieda spesso freddezza, spiccate capacità nel problem solving, massima razionalità, appartengo senza dubbio alla sfera dell'emozionale. Sono un po' nomade di natura: ho viaggiato con la mia famiglia, per studio e per lavoro. Ho vissuto a Roma, MIlano e Genova dove mi sono laureata in Lingue con indirizzo artistico (storia del teatro) e dove ho iniziato con una EXPO marina...ma aihmè tutt'altro che universale! (spero in una rinascita per l'expo 2015). Il mio nomadismo mi ha portato a lavorare su diversi fronti, persone, caratteri e storie. Questo lascia un segno indelebile: la curiosità che continua a stimolare la voglia di conoscere e sapere in ogni ambito.Ho ereditato la passione per il rigore e l'eleganza della Marina Militare di una quarantina di anni fa: in casa mia si è respirato aria di mare, condita da una buona dose di organizzazione e disciplina fin da lontane generazioni. Dunque, sostenitrice del motto della nostra Nave Scuola Amerigo Vespucci: "Non chi comincia ma quel che persevera". Ho 2 figli: uno di 9 e una di 11anni: il più piccolo, promettente giovane sensibile "artista", mi disse un giorno: "mamma, mi piacerebbe tanto lavorare in una bottega. Sai, come quella dove lavoravano i pittori tanti tanti anni fa. Doveva essere un posticino pieno di cose e di colori...tutto tuo". Da qui abbiamo elaborato l'idea di trasferirci in un sito che oltre a un panorama ambientale eccellente possa permetterci di vivere e lavorare /studiare in armonia. A ognuno il proprio posticino... pieno di cose. Siamo partiti dal luogo dove viviamo tutti i giorni per poter garantire la possibilità di praticare e sviluppare le proprie passioni/interessi e fantasia, senza bisogno di chiedere permesso, tornando a una dimensione di "bottega" dove tutte le "maestranze" sono intente a produrre, divertendosi, liberi di sognare. Ma attenzione: una Bottega aperta. Per tutti coloro che hanno il piacere della condivisione e del confronto anche se solo per gioco.Da qui parte la mia ispirazione per una rinascita a tutto tondo. Ed eccomi coinvolta quasi per gioco e inaspettatamente come "prima Rinascente".
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Luca
Tesauro |
NUMBERS
ETA: 35 anni fra 3 settimane
STUDI: 1 laurea senza Master
LAVORO: 5 anni di esperienza in comunicazione, progetti sociali e marketing culturale
MUSICA: 30 anni di pianoforte, 10 di percussioni africane
GREEN SPIRITS
- lavorare in un'azienda come www.giffoniff.it significa poter condividere valori e sogni con i giovani di tutto il mondo (attualmente abbiamo un network che ci permette di interloquire con 100 milioni di ragazzi dai 12 a 20 anni) e costruire un mondo diverso con la forza del presente e del domani.
- credere nella diversità e nelle unioni degli "spiriti" diversi in questo presente è uno dei motori della ri-creazione e dello sviluppo del genere umano nel futuro
- sperimentare, seguire i flussi "extramateriali" e trasportare queste energie nel mondo del business culturale e artistico significa donarsi al mondo attraversando spazi e mondi interconnessi a ogni livello della realtà.
SOUL STRENGTHS
- Politics, economy, links, network... tutti oggi sanno"collegarsi". La differenza è la comprensione delle esigenze mondiali con uno sguardo all'altruismo e alla disponibilità individuale.
- la mia forza è la disponibilità al confronto, alle sperimentazioni culturali e all'avanguardia per migliorare.
RENAISSANCE LINK
- non vedo l'ora di incontrarvi e trasmettervi la mia forza per lavorare tutti insieme. |
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Davide
Turgneri |
Mi chiamo Davide ho 39 anni, i miei studi, istituto tecnico commerciale e giurisprudenza, mi hanno portato a lavorare nel settore bancario.
Le mie aspirazioni a dir il vero erano altre, ma a 14 anni le "sane" presssioni della famiglia mi hanno portato ad assecondare i loro desideri, complice anche una mia confusione, infatti fino ad un anno prima avevo espresso il desiderio di diventare sacerdote, poi il desiderio di iscrivermi al liceo artistico e poi a Brera, il sogno... fare il pittore.
Se dovessi descrivere il "Davide" di oggi, direi un sereno bancario, che nel corso degli anni non ha dimenticato i suoi antichi amori.
Cosi' ho affinato sempre di piu' il gusto per la cultura, il sapere il bello...
Oggi oltre al mio lavoro, continuo quel cammino alla ricerca della verita', cammino che durera' una vita intere, e che mi ha visto occuparmi di politica ed a 25 anni nel 1995 essere tra i soci fondatori della locale sezione del Partito Popolare ed essere inviato al congresso Regionale come rappresentante per la provincia di Como.
Poi il mio impegno politico mi ha portato ad avvicinarmi sempre di più al sociale ed ancora oggi e' uno dei settori che maggiormente seguo, oltre a dipingere qualche tela ed a scrivere poesie, alcune pubblicate anche su: "Agenda dei Poeti".
Poi nel 1999 decisi di prendermi una anno di aspettativa dalla banca, avevo bisogno di guardarmi dentro.
Mi ritirai così in un convento francescano, e vi rimasi per tre mesi, ricordo ancora oggi quel periodo con estremo piacere perche' li ho avuto modo di capire chi fossi veramente:" un ricercatore della Verità"
Questa esperienza mi porto poi a scoprire la Spiritualita' Carmelitana e mi appassionai, e da allora ho iniziato e continuato a studiare filosofia e teologia, ed in modo particolare ad amare intensamente una Santa, Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, ebrea, filosofa e monaca carmelita.
Sono oggi considerato negli ambienti conventuali un progressista, ed un convintissimo estimatore del pensiero del Card, Martini, ed in particolare del suo progetto della : "Cattedra dei non credenti". infatti amo, in ogni settore della vita il confronto con gli altri, in non chiudersi all'incontro e non aver paura del : "diverso" anche perche' ognuno di noi è diverso già per natura, da ogni altro individuo, ognuno di noi è ."esperienza unica e non ripetibile"....questo per chi crede, anche alla luce di DIo.
Oggi per il mio comune, anche se da giugno e' cambiata l'amministrazione, stiamo facendo uno studio di fattibilita' per acquisire e trasformare un insiedamentro produttivo, nella fattispecie una fabbrica che imbottigliava acqua di una fonte locale vicino al Lago del Segrino, un piccolo lago di 5 km di circonferenza.
Il progetto è quello di creare, od almeno il desiderio di molti di noi e di creare un centro benessere, dove pero' inserire attivita' di tipo culturale, sociale, e di piccola imprenditoria, in settori commerciali rivolti alla persona con una visione bio, come se la biofera che si svolge qui a Canzo, divenisse una : "Fiera Permanente"... |
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Alberto
Zordan |
Il mio nome è Alberto Zordan e mi occupo di design ed estetica, con un'occhio di riguardo all'innovazione e ai nuovi trends. Al salone del mobile di Milano, quest'anno ho presentato con una installazione-evento nel dazio doganale di Piazza XXIV Maggio, la prima collezione di un nuovo marchio che sto progettando e di cui seguirò la direzione artistica. Questo brand porta il nome di Utòpiadesign (sarà disponibile sul mercato e online solo da settembre 2009). Eccomi quindi a presentarmi raccontandovi brevemente le mie ambizioni.
Chiaramente ispirato al celebre libro di Thomas More, il marchio vuole evocare, ma soprattutto auspicare una nuova era per la nostra società, un tempo che tutti vorremmo scaturisse dal difficile momento storico che viviamo, a sottolineare la fiducia che conservo nelle nostre capacità di riflettere sul proprio andare e di trasformare le difficoltà in sfide, per progettare mondi più solidi e più consapevoli. Ciò che vorrei profondamente è che questa mia sfida iniziasse a costruire poggiando su due punti saldi, a delinearne la vocazione e l'imprinting.
Innanzitutto sono sempre stato ossessionato dalla convinzione che l'ambito estetico, con le sue espressioni multiformi, se praticato nel modo corretto possa costituire un importante terreno per camminare verso il futuro in modo più consapevole ed anche un utile strumento per leggere e dialogare con la contemporaneità, per intervenire, recuperare o arricchire i nostri immaginari. Lavorare sugli immaginari significa a mio avviso lavorare sui grandi ingranaggi che muovono la macchina complessa del sociale.
Il secondo punto è la volontà di frequentare percorsi e ambiti che convergano verso l'idea di modernità, intesa non solo come innovazione, ma anche, ove necessario, come vocazione al recupero delle esperienze. E son convinto che oggi più che mai la modernità si trovi a dover dialogare con entrambe le modalità, innovazione e recupero. Il concetto di sostenibilità di cui tanto si sta parlando non è poi tanto lontano, a pensarci bene da questa equazione.
Utòpiadesign vorrebbe quindi essere un brand che pone l'attenzione sulla ricerca, su un design che non interloquisce con tutti indistintamente, ma con quelle persone che negli oggetti, nella bellezza, vanno a cercare non solo qualità legate alla funzione, ma anche un nuovo valore formale, che diventi mezzo per dare qualità ai propri stili di vita. Un design tutt'altro che massificato, al contrario alla ricerca di una relazione intima e di un dialogo con le storie di chi lo fa e di chi lo accoglie.
Perchè vorrei entrare a far parte di RenaissanceLink? Sono rimasto stupito di come quelli che vorrei fossero i temi fondanti del mio marchio siano esattamente i punti programmatici di questa ambiziosa community. Ritengo che camminare con altra gente che parta (o "rinasca") dagli stessi valori condivisi sia la maniera privilegiata per allenare uno sguardo "capace" sul mondo e aggiungere possibilità al dialogo, alla dialettica che fonda ogni atto di innovazione. Ho potuto vedere coi miei occhi gente piena di esperienze e di successi collezionati nella propria vita, entusiasmarsi al pensiero di poterne fare un tesoro a cui può attingere chi come me è all'inizio della sua avventura. Ho visto la stessa gente altrettanto desiderosa di addentrarsi in nuove avventure. Come potrei mancare un appuntamento simile?
Buon vento a tutti, dunque.
www.utopiadesign.it |
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